Fontana (Hellas1903.it): «All’andata mi colpì la mentalità della Lazio. Su Caceres…» – ESCLUSIVA

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Il pensiero del collega dell’Hellas Verona sulla gara di lunedì sera contro la Lazio di Inzaghi all’Olimpico

In casa Lazio le ultime partite hanno regalato ben poche gioie e soddisfazioni. Dopo le tre sconfitte in campionato, è arrivata quella in Europa League contro lo Steaua. Adesso è però il momento di voltare pagina, tornando ad esprimere il bel gioco che ha caratterizzato i biancocelesti in questa prima parte di stagione. La prima occasione utile sarà il monday match contro l’Hellas Verona. Per comprendere il modo in cui gli avversari stanno vivendo i giorni precedenti al match, oltre a carpire qualche informazione sull’assetto tattico che utilizzerà mister Pecchia, la redazione di Lazionews24 ha contatto in esculusiva quella di Hellas1903, in particolare il collega Matteo Fontana:

1. Che assetto tattico utilizzerà Pecchia per mettere in difficoltà la Lazio? Quali ballottaggi stanno tenendo impegnato l’allenatore in questi giorni?

«Il Verona ripartirà dal 4-4-2, modulo ormai consolidato, dopo che Fabio Pecchia ha deciso di accantonare l’abituale 4-3-3. Il tecnico, però, dovrà fare a meno di Ferrari, infortunato, in difesa, e per questo sarà costretto a trovare una soluzione di ripiego per il ruolo di terzino destro, con Romulo primo candidato per quella posizione».

 

2. Che ricordo è riuscito ad imprimere Caceres all’interno della piazza gialloblù? Quanto si sente la sua mancanza e quanto – secondo te – potrebbe essere importante all’interno della formazione capitolina?

«Martin Caceres ha lasciato un ricordo molto favorevole per la professionalità e la dedizione alla causa che ha mostrato nei suoi mesi in gialloblù. All’inizio ha faticato per ragioni fisiche, ma con grande serietà ha superato i problemi e ha chiuso in crescendo l’esperienza al Verona, assicurando grinta in difesa e pericolosità in attacca. Un giocatore esemplare, che potrà offrire alla Lazio alternative ed intelligenza tattica».

 

3. Quella contro l’Hellas sarà una gara di vitale importanza per la Lazio viste le tre sconfitte consecutive contro Genoa, Milan e Napoli. Che tipo di partita ti aspetti? Pensi che il gruppo di Inzaghi abbia le carte in regola per raggiungere il piazzamento in Champions?

«La Lazio ha avuto un calo nei risultati nelle ultime partite, ma l’unica in cui ha deluso davvero è stata quella dell’Olimpico con il Genoa. A Napoli è crollata, ma a lungo ha espresso del buon gioco. Anche la sconfitta in Europa League è stata rocambolesca: ci sono state occasioni da una parte e dall’altra, la squadra di Inzaghi avrebbe potuto persino vincere con la Steaua a Bucarest. C’è da aspettarsi che andrà all’assalto del Verona, che dovrà essere bravo a contenere all’inizio e a non schiacciarsi troppo, per poi tentare il contropiede. Il pronostico è tutto a favore della Lazio, che ha le qualità per puntare alla Champions ma che, per farcela, ha bisogno di riprendere subito il cammino».

 

4. La lotta per la salvezza è serratissima: Verona, Spal e Crotone sono a distanza di cinque punti. Quale pensi possa essere la squadra più attrezzata per rimanere in serie A? A quali giocatori dovrebbe affidarsi il tecnico per avere più speranze rispetto alle altre di rimanere nella massima serie?

«I numeri dicono che il Crotone, in questo momento, ha qualcosa in più, sia sul piano della convinzione che, ed è quel che più pesa, della continuità dei risultati. C’è da vedere, tuttavia, se la zona salvezza resterà così ristretta o se qualche altra squadra sarà coinvolta nella lotta. Quando al Verona, Pecchia deve ottenere molto da Kean, in attacco, e puntare sull’impatto di Vukovic dietro per consolidare una difesa troppo fragile. E poi Romulo e Matos possono essere le chiavi per un gioco fatto di ripartenze».

 

5. La gara di andata tra Lazio ed Hellas si concluse con la sconfitta dei padroni di casa. Quella volta andarono a segno Immobile per due volte e Marusic. In quell’occasione cosa ti ha sorpreso maggiormente della formazione capitolina? In quali reparti la Lazio ha mostrato maggiore superiorità?

«La Lazio, all’andata, era priva di molti giocatori e mi colpì l’abilità di Inzaghi di ridisegnare la squadra. La svolta coincise con il (netto) rigore che portò al vantaggio biancoceleste. Mi sembrò una formazione matura, capace di colpire al minimo errore dell’avversario, con una mentalità da grande».

 

6. Qualche giorno fa si era diffusa la notizia relativa all'esclusione di quattro importanti giocatori dalla rosa gialloblù. Ad oggi ci sono state della modifiche? Quali sono i motivi che hanno spinto Pecchia a far a meno di calciatori come Verde ed Hertaux?

«I giocatori esclusi sono rientrati appieno in gruppo. Erano tutti in panchina già a Genova con la Sampdoria. La decisione presa nella gara con la Roma era stata un pura scelta tecnica, sicuramente discutibile e comunicata in ritardo, ma senza ulteriori complicazioni».