L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Tutto facile per Il Napoli: i partenopei passeggiano su una Lazio ridotta ai minimi termini

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L’altalena Lazio sembra non volersi proprio fermare; la parola “costanza” continua ad essere sconosciuta sul vocabolario di Formello e dopo 7 partite di campionato senza perdere (in cui sono stati raccolti la miseria di 13 punti), ecco che torna la sconfitta. La squadra di Sarri passeggia su quella di Pioli e dopo soli 27 minuti chiude la pratica. Minimo sindacale e tre punti riportarti in Campania. Solidi, compatti e cinici, tre aggettivi fondamentali se si vuol essere etichettati come grande squadra. Grande squadra come il Napoli non come la Lazio.
I biancocelesti, dopo una buona partenza, si appassiscono e subiscono lo strapotere fisico e atletico degli avversari che alla lunga prendono il sopravvento. Quest’anno essere fortunati sembra quasi più complicato dell’ essere costanti, singolare infatti il modo in cui i partenopei riescono ad indirizzare la partita in loro favore: la carambola che manda il pallone in fondo alla rete, riesce in un solo istante a far capire come sarà da lì in poi lo svolgimento della gara. Una piccola parentesi andrebbe aperta anche sull’evidente fuorigioco di Callejon sul tocco di Higuain, ma qui la sfortuna c’entra poco, bisognerebbe soltanto aggiornare il fascicolo dei torti subiti (Sassuolo, Roma, Empoli, Juventus… Napoli).
Colpevolizzare la squadra ormai è diventato un hobby e giustificarla una situazione di imbarazzo. Il secondo gol, preso pochi minuti dopo, fa pensare che se il vantaggio degli ospiti non fosse arrivato in quella circostanza, sarebbe arrivato di lì a breve. Questo gruppo, in evidenti difficoltà da quest’estate, a cui società, tifosi e ambiente non vengono in soccorso, potrà una volta avere un episodio a favore? I titoli di coda sulla partita sono scesi già al minuto 34 quando il pallonetto di Callejon entra lentamente in rete. Reazione Lazio timida e priva di idee, non vanno dimenticati però i 10 indisponibili biancocelesti tra cui figurano De vrij, Biglia, Cataldi, Milinkovic, Gentiletti (andato in panchina per fare numero). Come se non bastasse a questi nomi illustri si aggiunge Candreva, uscito dal campo dopo 40 minuti per una distorsione alla caviglia. Ogni squadra dipende dai suoi uomini migliori e quella di Pioli in questo momento li vede tutti in infermeria. La Juventus di inizio campionato non aveva i vari Pogba, Khedira, Marchisio a cui si aggiungeva un Dybala alla ricerca della propria dimensione. Il calcio non si inventa, per fare la differenza a questi livelli ci vogliono i grandi giocatori; quelli che a Formello non sono in campo, ma sui lettini a fare fisioterapia.

Questa squadra è difficilmente migliorabile”- frase ormai nota pronunciata dal ds Tare nel ritiro di Auronzo di Cadore. La “squadra difficilmente migliorabile” si è fatta sbattere fuori dal preliminare di Champions League contro un modestissimo avversario; è riuscita a perdere la Supercoppa Italiana contro una Juventus ai limiti dell’imbarazzante; ha già buttato alle ortiche la Coppa Italia che, l’anno scorso, la vedeva finalista e il campionato dove, servirebbe un miracolo soltanto per fare tre vittorie di fila, figuriamoci per arrivare in Europa. Perché dopo una stagione in cui si arriva terzi, l’obiettivo non è arrivare secondi, ma centrare l’Europa League? Forse perché delle sorti della Lazio, oltre che ai tifosi non importa a nessuno, ma questa ormai è assodato.
Tranquilli a gennaio arriveranno due difensori”- altra frase pronunciata dal ds Tare a mercato aperto. Bisevac e …? Nessuno, non c’era traccia di dipendenti laziali il 1° febbraio all’Ata Hotel, ma d’altronde come si può migliorare una squadra nona in classifica? Sono restati Braafheid e Morrison che qualcuno ha cercato di spedire a Salerno non per fare un favore alla Lazio, bensì alla Salernitana, ma i due hanno risposto: “No grazie”. L’inglese è l’emblema del caos che regna dentro gli uffici di Formello. Amato e coccolato dalla dirigenza e mai preso in considerazione dallo staff tecnico. Si può costruire una squadra con queste idee confuse?

Dopo tante domande una certezza forse c’è: il 18 e 25 febbraio sarà l’ultima spiaggia. In caso di eliminazione contro il Galatasaray, la stagione potrà dichiararsi conclusa con tre mesi di anticipo, ma tanto, tifosi esclusi, a chi importa veramente?