L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Epifania amara: solo carbone nella calza biancoceleste

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Anno nuovo, Lazio vecchia. Comincia come peggio non poteva il 2016 biancoceleste. 0-0 interno contro un modestissimo Carpi, che non lascia spazio a repliche. C’eravamo lasciati con la notte di San Siro: il 2-1 in casa della capolista faceva presagire una svolta, ma così non è stato.
Il 2016 si era aperto con i 5.000 a Formello contro il Real Carsoli e anche quello pareva un segnale incoraggiante però, a calcio, queste componenti non bastano se poi vengono meno la prestazione e la voglia di vincere. Ieri all’Olimpico è andato in scena forse il punto più basso della gestione Pioli. La squadra biancoceleste per la prima volta in due anni chiude la partita con 0 conclusioni verso la porta avversaria. Dato allarmante quanto inquietante. Tutti o quasi sono riusciti a far gol al Carpi, ma la Lazio come sempre riesce a superarsi e a centrare questa impresa. Zero idee, zero movimenti senza palla e manovra prevedibilissima.
Non hanno preso parte alla sfida ben 7 titolari, al cospetto però di una squadra che, salvo miracoli, retrocederà in B senza fare più di 30 punti, questa non può essere una giustificazione. Quello che di buono era stato fatto contro l’Inter è stato cancellato ieri. Tornano tutti in discussione: tecnico, società ed allenatore. Eh si, dopo aver mangiato il panettone Stefano Pioli è di nuovo in bilico e il calendario ancora una volta gli è nemico. Il suo futuro verrà deciso nei match contro Fiorentina, Bologna e Juventus in Coppa Italia. Proprio il match contro i bianconeri può rappresentare uno spartiacque per la Lazio, considerato il ritardo in campionato, gli unici due modi per centrare l’Europa arrivano dalle coppe. Parlare dei singoli, dopo uno scempio simile, sarebbe ingeneroso quanto inutile. La sufficienza viene raggiunta solo dai 4 difensori perché non sono mai stati seriamente impegnati. Anche in questa partita il tecnico ci mette del suo concedendo l’ennesima chance a un Felipe Anderson fantasma di se stesso e lasciando per 90 minuti in panchina l’unico calciatore che nella confusione di ieri poteva mettere un po’ di ordine, Ravel Morrison.

CAPITOLO MERCATO – Nella tarda serata di ieri è arrivata l’ufficialità di Milan Bisevac, praticamente preso a 0. Tare nel pre-partita ha annunciato altri colpi in difesa e che si valuteranno offerte per tutti i calciatori. Pensare che questa squadra abbia problemi soltanto in difesa è da superficiali e basta guardare la gara contro il Carpi per capirlo. Senza Biglia la Lazio va in difficoltà con qualsiasi formazione più o meno organizzata, quindi non può bastare il povero Onazi in regia per avere la meglio di avversari nettamente inferiori. Non può sempre esistere la frase: “in cassa ci sono pochi soldi” perché la Lazio da oltre 11 anni in ogni sessione di mercato spende quanto il Chievo, l’Atalanta e l’Udinese, piazze con un bacino di utenza nettamente inferiore.

Tra due giorni si va a Firenze e con questi atteggiamenti è difficile ipotizzare un risultato diverso dalla sconfitta. Rientreranno dalla squalifica Biglia e Milinkovic. Quasi sicuramente ci sarà l’esordio di Bisevac che prenderà il posto di Mauricio, portato subito alla Paideia per accertamenti dopo la partita. Ancora una volta stoica la sua prova per impegno e dedizione alla causa. Il campionato sta dando tante chance alla Lazio, basti pensare che la Roma dista 9 punti, non un’eternità tenendo conto anche della rimonta della passata stagione. Questa squadra però ha il potere di rendere tutto complicato e se il trend non verrà invertito gli ultimi 5 mesi di campionato saranno una lenta e tormentata agonia.