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Mudingayi: «A Roma ho vissuto tanti momenti memorabili. Solo io e Di Canio avevamo un coro personalizzato»

Gaby Mudingayi ha ricordato vari momenti vissuti indossando la maglia della Lazio in una lunga intervista. Tutte le sue dichiarazioni
Gaby Mudingayi, ex centrocampista della Lazio, è stato intervistato da Il Cuoio in vista della sfida odierna tra i biancocelesti e il Bologna. Le sue parole:
Mudingayi e l’amore per la maglia biancoceleste
Ripensando agli anni trascorsi nella Capitale, Mudingayi ha ricordato l’impatto con l’ambiente laziale e il legame costruito con la tifoseria: «A Roma ho vissuto tanti momenti positivi e memorabili. Prima di firmare con la Lazio c’erano molte squadre che mi volevano. Io però ho scelto questa squadra anche se c’erano molte persone che dicevano che mi sarei trovato male per via della tifoseria. Inizialmente, quindi, da da parte mia c’era un po’ di scetticismo e pregiudizio, ma nel momento in cui sono arrivato non ho mai avuto alcun problema con loro. Anzi, sono stato subito accolto benissimo ed è un qualcosa che mi è rimasto impresso.
Tra l’altro, oltre a Di Canio, ero l’unico calciatore della squadra ad avere un coro dedicato. Quando la Curva Nord cantava il mio nome era una cosa bellissima, non me l’aspettavo. Il tifoso laziale si rivedeva in me per come mi comportavo in campo, perché lasciavo fino all’ultima goccia di sudore per quella maglia».
L’infortunio e il passaggio al Bologna
L’ex centrocampista ha poi ricordato il grave infortunio alla tibia: «È stato veramente difficile, perché avevo iniziato a giocare anche bene. Però devo dire che mi sono stati tutti vicino, anche il presidente Lotito. Mi sono sentito veramente accompagnato».
Sul trasferimento al Bologna nel 2008 ha aggiunto: «Devo dire che non è stato facile, perché con Lotito stavamo parlando di rinnovo. Ero giovane, avevo fatto bene, conoscevo quella piazza ed ero apprezzato dall’ambiente e anche dall’allenatore. Sapevo che c’erano squadre che mi volevano, ma non c’erano sentori riguardo una mia partenza. Poi, da un giorno all’altro, Lotito mi ha detto che ero stato venduto e che dovevo andare via. Ci sono rimasto un po’ male perché non ero pronto a lasciare Roma. Non è stato facile cambiare squadra in quel momento».
Bologna Lazio, una sfida dal sapore speciale
Infine, uno sguardo all’attualità: «Il Bologna sono due-tre anni che sta facendo benissimo. È vero che in questo momento è un po’ in difficoltà, ma io credo che questa partita sia importante per il morale e per proseguire bene in campionato. Dall’altra parte anche la Lazio ha avuto dei momenti complicati e sa che deve cercare di andare fino in fondo in questa competizione che diventa veramente importante. Sarà una partita molto equilibrata e fondamentale per entrambe le squadre».
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