
Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Lazio, ha delineato un quadro inedito di Claudio Lotito soffermandosi anche sull’acquisto della Reggina
Le dinamiche gestionali del calcio italiano tornano al centro del dibattito grazie all’intervento di uno dei dirigenti più esperti e apprezzati del nostro panorama sportivo. Intervenuto ai microfoni di Radio Touring, l’ex direttore sportivo della Lazio, Walter Sabatini, ha tracciato un ritratto approfondito ed esaustivo di Claudio Lotito, analizzando sia gli anni trascritti insieme nella Capitale, sia il potenziale impatto del patron biancoceleste nelle sue recenti manovre con la Reggina.
Sabatini delinea il ritratto di Lotito
Sabatini ha esordito definendo con tre aggettivi precisi la personalità del presidente, ricordando l’opportunità professionale che gli fu concessa in un momento delicato della sua carriera.
«Se dovessi descrivere Claudio Lotito in tre parole direi impetuoso, pervasivo ma al contempo posato. Ho condiviso con lui cinque stagioni lavorative; mi ha offerto un’occasione di riscatto in un momento particolarmente buio del mio percorso, concedendomi di operare all’interno della Lazio. Quando si fissa un traguardo, è davvero raro che non riesca a raggiungerlo. Rispetta in modo rigoroso le competenze altrui: durante tutto il nostro percorso non l’ho mai visto ingoiare il campo d’azione dei tecnici. Inoltre non è incline ad allontanare le persone, riferendomi sia ai collaboratori del centro sportivo di Formello che a quelli degli uffici di San Sebastiano».
Le ambizioni per il futuro della Reggina
Il dirigente si è poi focalizzato sulle mire del patron in terra calabrese, prendendo come metro di paragone quanto già realizzato in passato con la Salernitana e rievocando la gloriosa era amaranto firmata da Lillo Foti e Gabriele Martino.
«Ha preso la Salernitana tra i dilettanti trascinandola fino alla massima serie. È una figura di straordinaria tenacia. Se ha deciso di posare lo sguardo su Reggio Calabria, non lo fa certo per accontentarsi di campionati anonimi o di transizione. Impiegherà energie e capitali per riportare la Reggina nei palcoscenici che le competono per storia, sulla scia dei tempi in cui l’ambiente valorizzava una moltitudine di talenti sotto le gestioni di Lillo Foti e Gabriele Martino».
La questione multiproprieta e i rapporti con Malagò
In conclusione d’intervista, Sabatini ha espresso la propria posizione sul tema delle multiproprietà e sui possibili confronti istituzionali con il presidente del CONI Giovanni Malagò.
«Sulla questione delle multiproprietà non nutro fiducia nelle teorie complottiste. Evito di esprimere sentenze definitive, mi limito a sottolineare che Giovanni Malagò è una figura abituata a vincere. Un confronto con Claudio Lotito? Senza dubbio avverrà. Dopotutto Roma resta un ambiente ristretto, in cui ci si incrocia inevitabilmente nei luoghi chiave della vita sociale, come i locali o altri punti di ritrovo abituali».