Marusic, la freccia in più nell’arco di Inzaghi: e nel modulo con Felipe Anderson…

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Dopo un avvio non proprio perfetto, Adam Marusic si è conquistato la fiducia di Inzaghi a suon di buone prestazioni

La corsa c’è sempre stata, la struttura fisica anche: «E’ il nuovo Lulic» – sussurravano in molti prima di vederlo giocare. Titolare nell’amichevole con il Malaga a sette giorni dalla Supercoppa destava buone impressioni, ma Inzaghi non se l’è sentita di regalargli una maglia da titolare contro la Juventus e aveva ragione. Adam entra e causa il rigore del 2-2, per fortuna vanificato dal gol di Murgia. Il montenegrino da lì in avanti ricopre il ruolo di “spacca partite” insieme a Jordan Lukaku. Per mancanza di alternative nel reparto offensivo, il tecnico si ritrova nelle prime uscite a ricorrere ai due esterni per dare una sterzata alle gare bloccate come quella con la Spal, Chievo e Genoa. Prove altalenanti in queste uscite per Adam che però lascia intravedere dei miglioramenti, azzerati dalla disastrosa prestazione con il Vitesse in Europa League, quando nella difesa a 4 mostra evidenti lacune in fase difensiva. Come se non bastasse ha l’ingrato demerito sei giorni più tardi, di compiere un errore grossolano in occasione del gol di Koulibaly che spiana la strada alla rimonta del Napoli. Partita quella che segna un punto di rottura tra il vecchio Marusic e quello che nascendo: un rigore procurato e un gol con il Verona, assist vincente contro lo Zulte e uno dei migliori in campo contro il Sassuolo. Tutto casuale? Assolutamente no.

TITOLARE AGGIUNTO – «Ha avuto difficoltà ad inserirsi, sopratutto con la lingua» – con queste parole Inzaghi difende il proprio giocatore dalle tante critiche ricevute nelle prime giornate, giustificando anche l’incomprensione con il Napoli: «c’è stata una mancanza di comunicazione con Murgia». Ora però l’ambientamento sembra essere a buon punto e il tecnico piacentino sembra aver tirato fuori un altro coniglio dal cilindro. Adam complice l’assenza di Basta si è impossessato della fascia destra e non vuole mollarla. Contro il Sassuolo si è reso protagonista di una gara molto tattica, sopratutto in fase difensiva, ritenuta da molti il suo tallone d’Achille. Nei duelli con Adjapong ne è sempre uscito vincitore, dominando in lungo e in largo sulla sua corsia, dove arrivavano costantemente pericoli per la porta di Consigli. Tante occasioni create sul versante destro e ben tre occasioni per segnare il gol che avrebbe ampiamente meritato. Oltre alla corsa, Marusic ha dalla sua anche una grande predisposizione fisica che gli permette di vincere molti contrasti con i diretti avversari. Inzaghi come accadeva spesso con Felipe Anderson, lo costringe a giocare sulla linea dell’out, così da creare costantemente degli 1 contro 1 con i diretti avversari, puntualmente messi in difficoltà. Questo è Adam: corsa, fisicità e quel senso tattico all’italiana che pian piano sta crescendo. Simone nell’emergenza ha trovato un nuovo titolare a cui adesso non può più rinunciare. Basta e Felipe Anderson sono avvisati.