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Tavares, Noslin e Belahyane tornano protagonisti: la cura Gattuso ha effetto

Tavares, Noslin e Belahyane tornano a performare sotto la guida di Gattuso: ecco cosa ha cambiato il rendimento dei giocatori capitolini
Uno dei primi segnali lasciati da Gennaro Gattuso alla Lazio non riguarda soltanto i risultati ottenuti sul campo, ma anche la capacità di valorizzare nuovamente alcuni giocatori che sembravano aver perso spazio e convinzione.
Da Nuno Tavares a Tijjani Noslin, passando per Reda Belahyane, il tecnico biancoceleste ha recuperato tre elementi che nella gestione precedente non erano riusciti a esprimersi al meglio. Un lavoro costruito soprattutto sul piano mentale, oltre che tattico, cercando per ognuno la soluzione più adatta.
Tavares, la rinascita del talento portoghese
L’esempio più evidente è quello legato al portoghese che, contro il Milan, è stato uno dei grandi protagonisti della partita, mettendo lo zampino nelle due reti della Lazio grazie a forza fisica, accelerazioni e qualità tecnica.
Un rendimento che ha riportato alla memoria il giocatore ammirato al suo arrivo in Italia, prima di un periodo caratterizzato da alti e bassi, problemi fisici e anche dubbi sul futuro. Gattuso ha puntato forte su di lui, lavorando soprattutto sull’aspetto psicologico. Prima della sfida contro i rossoneri lo aveva elogiato pubblicamente:
«Nuno è un giocatore da Real Madrid. Destro, sinistro, velocità. È particolare, ha bisogno dei suoi tempi, bisogna entrargli nella testa».
Belahyane e Noslin, due nuove risorse per la Lazio
Tra i giocatori rilanciati da Gattuso c’è anche Reda Belahyane. L’emergenza a centrocampo gli ha aperto una porta importante e il marocchino ha saputo sfruttare l’occasione. Dopo le buone prestazioni contro Genoa e Udinese, anche contro il Milan ha dimostrato personalità, prendendosi responsabilità nella gestione del pallone e adattandosi alle richieste tattiche dell’allenatore.
Percorso simile per Tijjani Noslin, valorizzato attraverso un nuovo ruolo. Con il mercato estivo che ha modificato gli equilibri offensivi, Gattuso lo ha trasformato nel vice di Pinamonti, sfruttandone caratteristiche e movimento e la scelta ha funzionato contro i rossoneri: l’attaccante ha garantito profondità, continuità nei movimenti e soprattutto ha avuto il merito di credere nell’azione che ha portato al secondo gol biancoceleste.
Gattuso e il fattore umano: la Lazio riparte anche dai recuperi
Il lavoro di Gattuso alla Lazio passa quindi anche dalla gestione del gruppo. Non solo nuovi acquisti e schemi tattici, ma la capacità di recuperare giocatori che sembravano aver perso centralità.
Ogni calciatore necessita di stimoli differenti e il tecnico sembra aver trovato la chiave giusta per diversi elementi della rosa. La nuova Lazio nasce anche da qui: dalla fiducia restituita a chi sembrava lontano dal progetto e dalla capacità di trasformare vecchie alternative in nuove risorse.

