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Lazio Verona, gialloblu una bestia nera per Maurizio Sarri. Spunta fuori un dato

Lazio-Verona, Sarri torna all’Olimpico dopo 538 giorni: ora serve una svolta
Domenica sarà una giornata dal sapore speciale per Maurizio Sarri, pronto a tornare sulla panchina della Lazio allo stadio Olimpico dopo oltre un anno e mezzo. Erano passati 538 giorni dall’ultima volta in cui il tecnico sedeva in panchina nel suo stadio. Quel giorno, contro l’Udinese, era squalificato e dovette assistere dalla tribuna a una delle sconfitte più amare della sua gestione, una disfatta che contribuì alle sue dimissioni temporanee.
Ora, nel match tra Lazio-Verona, il Comandante si riprende la scena in uno degli stadi simbolo della sua carriera recente. E proprio il Verona sarà l’avversario di giornata, una squadra che Sarri conosce molto bene e contro la quale ha un bilancio particolarmente interessante.
Lazio-Verona, i numeri di Sarri contro gli scaligeri
Il Verona è, infatti, il club più affrontato da Sarri nella sua carriera da allenatore. Ben 21 i precedenti, distribuiti tra Serie A, Serie B e altre competizioni. Il bilancio complessivo sorride all’allenatore toscano, con 10 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Tuttavia, se si guarda solo all’esperienza con la Lazio, la storia cambia.
Durante il suo periodo sulla panchina biancoceleste, Sarri ha incontrato il Verona per cinque volte: una sola vittoria, tre pareggi e una sconfitta. Un ruolino non proprio esaltante che fa degli scaligeri una sorta di “bestia nera” per l’ex tecnico di Napoli, Chelsea e Juventus.
L’ultimo incrocio risale al dicembre 2023, quando la Lazio strappò un pareggio per 1-1 al Bentegodi. In gol andarono Zaccagni per i capitolini e Henry per il Verona.
Sarri cerca riscatto: la Lazio ha bisogno di punti e identità
Il ritorno di Sarri all’Olimpico non sarà solo un fatto simbolico, ma una vera e propria occasione di riscatto per tutta la Lazio. Dopo un inizio di stagione complicato, con prestazioni altalenanti e difficoltà soprattutto sul piano mentale, il match Lazio-Verona diventa uno snodo cruciale per ritrovare fiducia e compattezza.
Il tecnico toscano, da sempre legato ai suoi principi tattici, vuole ripartire da ciò che conosce meglio: un gioco organizzato, pressing alto e gestione del possesso. Ma soprattutto, si aspetta una risposta d’orgoglio dai suoi uomini. E per farlo, servirà battere anche i fantasmi del passato, a partire proprio dal Verona.