Lazio, dott. Pulcini: «Ripresa? Lotito ci crede al 100%. Atleti esemplari in questo periodo»

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Lazio, lunga intervista del direttore sanitario biancoceleste Ivo Pulicini in merito a tutti i controlli a cui sono sottoposti i giocatori

Il direttore sanitario della Lazio Ivo Pulcini è intervenuto ai microfoni di Radio Marte parlando di tutte le visite a cui verranno sottoposti i calciatori in una eventuale ripresa. Ecco le sue parole.

«Gli atleti si sono comportati in maniera esemplare in questo periodo, hanno seguito alla lettera il decalogo di quarantena che ho consegnato loro in due lingue. Spero che abbiano fatto lo stesso anche gli altri, c’era un protocollo da seguire. Ora i ragazzi fanno allenamenti individuali, quindi come tutti i cittadini possono fare attività fisica individualmente. La struttura del nostro centro sportivo è sanificata e privata, prima di essere ammessi a scaglioni, distanziati singolarmente e a ora differenti, gli è stata misurata temperatura, ossimetria e frequenza cardiaca. Una volta ammessi vuol dire che sono perfetti, altro che sani o ammalati. Teoricamente potrebbero anche allenarsi in maniera collettiva, ma ovviamente rispettano la legge e lavorano separati. Li controlliamo ogni 4 giorni, è difficilissimo che si contagino. Se capitasse, li isoleremmo senza bisogno di controllare gli altri, perché non entrano in contatto con nessuno».

RITIRO – «Tranquillizzerei tutti per due motivi: se ci sarà necessità di ritiro non sarà certamente per due mesi ma più breve, in più ho collaudato un macchinario che è in grado di dare un responso immediato delle condizioni di salute e della presenze delle immoglubiline, convogliando i risultati in un database che è in grado di controllare squadre e singoli atleti di tutta la Serie A. Prima di andare in campo basterebbe un semaforo verde dal macchinario e nessuno sarebbe a rischio. Quando escono dal campo gli facciamo di nuovo il controllo con l’immunofluorescenza, se abbiamo dei dubbi faremo il tampone e abbiamo risultato in 20 minuti. Il macchinario è reperibile sul mercato. Se tutti facessero questo si potrebbe ripartire in assoluta tranquillità senza mettere in discussione la salute di nessuno». 

RISCHI – «I calciatori sono informati e sanno che devono rispettare le regole come tutti i cittadini. Il rischio io non lo vedo perché questo virus è mutato 33 volte ed è meno aggressivo, peraltro non si moltiplica nell’ambiente. Inoltre, in un ambiente caldo, e sotto sforzo, i dropplet (le cosiddette goccioline) arrivano solo a pochi centimetri di distanza. I ragazzi della Lazio sono stati così disciplinati che non si sono fermati nemmeno a mettere benzina. Servono buonsenso e competenza, il medico deve istruire ma non è una balia, gli atleti sono istruiti. Sono professionisti, e se ci tengono a mantenere il posto di lavoro non fanno sciocchezze». 

RIPRESA – «Lotito? L’ho sentito poco fa, lui ci crede al 100%, come ci credo anche io. Il protocollo bisogna rispettarlo, ma bisognerebbe spiegare che c’è anche la figura del medico del calcio che non è stata chiamata in causa per prendere queste decisioni. Per quanto ne so, nessuno ci si rappresenta, speriamo che il comitato tecnico-scientifico ci dia indicazioni facili da applicare».

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