
Bruno Giordano, ex bomber biancoceleste, ha analizzato l’attuale momento della Lazio soffermandosi sulle performance dei singoli giocatori di Gattuso
E’ tempo di bilanci in casa Lazio dopo il primo blocco di partite stagionali. L’avvio di campionato offre spunti di riflessione sia per i punti di forza emersi sul campo, sia per le criticità difensive ancora da risolvere.
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La spinta della catena di sinistra e l’impatto dei singoli
Intervenuto a Radiosei, l’ex bomber Bruno Giordano ha analizzato le dinamiche tattiche della formazione capitolina, concentrandosi in particolare sull’efficacia dell’out mancino. «L’asse di sinistra è importante, spesso e volentieri arriva al cross finale con Taylor, Zaccagni e, soprattutto, con Tavares. La sovrapposizione lì viene premiata, c’è qualità, c’è corsa; cosa di cui lo scorso anno ci siamo privati per dare spazio alla fase difensiva. Inutile avere Tavares e non fargli passare la metà campo. In una squadra che costruisce poco, gli avrei fatto fare qualcosa in più. Ora è tutto molto bello, riesce tutto; c’è bisogno di tenere questa condizione, soprattutto mentale, il più a lungo possibile» ha dichiarato l’ex calciatore.
I rischi in difesa e i reparti da sistemare
Nonostante le buone indicazioni sul piano dell’intensità offensiva, il quadro tattico evidenzia ancora alcune lacune nella propria metà campo. L’assenza di riferimenti chiave si fa sentire nei momenti di pressione avversaria. «Gli errori fatti col Venezia, se li fai con altre squadre, li paghi. Credo in fase difensiva ci sia molto da lavorare, soprattutto sui nostri due centrali; non abbiamo più Gila che in campo aperto può recuperare anche l’errore tattico. Ci è andata bene perché c’era il nulla davanti sabato, altrimenti un altro attaccante alla mezz’ora ci avrebbe fatto tre gol» ha evidenziato Giordano.
La gestione del gruppo di Gattuso
Un passaggio fondamentale riguarda la gestione delle risorse umane e le gerarchie che si stanno delineando nell’organico. Il lavoro dell’allenatore Gattuso sta valorizzando elementi giovani come Cancellieri e Floriani, oltre a garantire alternative in attacco. «Cancellieri e Floriani possono crescere ancora, anche perché hanno la fiducia del tecnico. Floriani sembra stia alla Lazio da anni. Dico sempre che gli allenatori danno e tolgono alla carriera dei calciatori, se sei nelle grazie del tecnico devi sfruttare il momento e loro lo stanno facendo» l’ex attaccante, aggiungendo poi: «Coinvolgere tutto il gruppo è la base di questo sport, tutti possono essere utili e Gattuso, essendo stato un grande calciatore, sa benissimo come funziona. Ora ha due giocatori per ruolo, questo è stimolante e alza anche il livello dell’allenamento».
Infine, lo sguardo si è spostato sui ballottaggi in attacco e in difesa tra Noslin, Pinamonti, Marusic e lo stesso Floriani: «Credo che il sorpasso ci sarà su Noslin da parte di Pinamonti, da come l’ho visto entrare non mi sembra uno che si abbatte. Il centravanti lo sa fare, sa come ci si comporta in quella zona di campo. Marusic-Floriani? Uno ha grande esperienza, l’altro non puoi pretendere che faccia un’intera stagione da esordiente come titolare inamovibile».