Gigi Cagni: “Inzaghi ha saputo toccare i tasti giusti per rimotivare alcuni giocatori”

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Gigi Cagni raggiunto dai microfoni de “I Laziali Sono Qua”, trasmissione radiofonica in onda dalle 10 alle 13 dal lunedì al sabato sugli 88.100 FM di Elleradio, ha detto la sua in merito al momento Lazio dopo queste due vittorie consecutive in campionato.

 

Sul cambio di rotta della squadra

 

“Probabilmente qualcosa si era rotto nell’equilibrio con Pioli, che non riusciva più a incidere nelle motivazioni della squadra. E’ normale che l’arrivo di un allenatore nuovo comporti delle reazioni nei giocatori. Inzaghi secondo me ha le capacità per diventare un eccellente allenatore, sicuramente ha saputo toccare i tasti giusti per rivitalizzare alcuni elementi”.

 

Sui giocatori

 

“Difficile dire il motivo di questo cambio d’atteggiamento. Molti di loro l’anno scorso avevano dimostrato di essere legati a Pioli. Bisognerebbe chiedergli perché non sono riusciti a far vedere quanto si era messo in mostra un anno fa. Sicuramente ci sono motivi interni che noi non possiamo conoscere”.

 

Su Lazio-Empoli e su Juventus-Lazio

 

“Ho avuto l’impressione di una Lazio brillante, con la testa libera. Ci sono giocatori come Keita, con qualità tecniche eccezionali, che hanno saputo trascinare almeno a tratti la squadra. E’ anche vero che all’Empoli è mancata completamente la cattiveria agonistica. Mercoledì a Torino secondo me può essere il test per capire se l’atteggiamento è davvero cambiato da parte della squadra, oppure se questi due risultati positivi sono stati dettati anche dal livello non irresistibile degli avversari”.

 

Su Simone Inzaghi

 

“La valutazione deve essere fatta dai dirigenti, che conoscono il tecnico da anni. Se si decide di dare una chance a un tecnico, bisogna dargli il tempo di esprimersi. L’esperienza allenatori come Inzaghi, ma anche Brocchi al Milan, dovranno guadagnarsela sul campo. E’ difficile giudicare da fuori determinate scelte, ma è chiaro che per vincere subito serve un allenatore che ha già vinto. La società deve dimostrare quali ambizioni ha, e questo passerà anche dalla scelta del tecnico per l’anno prossimo”.

 

Sulla corsa al sesto posto e sul campionato in generale

 

“E’ tutto da vedere, molto dipenderà anche dal calendario. Il Milan è chiamato ad offrire una reazione simile a quella richiesta alla Lazio, difficile capire come procederà questo parallelismo tra le due squadre da qui alla fine del campionato. Sul campionato in generale in questo momento vedo in ripresa l’Inter, che contro il Napoli ha giocato forse la sua partita migliore. Dall’altra parte c’è una Roma in cui Spalletti è chiamato a prendere decisioni importanti e difficili per il futuro, anche impopolari. Certe tensioni potrebbero influenzare l’ambiente, anche perché i calciatori moderni tendono a farsi condizionare, non ci sono personalità forti come in passato”.