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Garlaschelli: «Wilson, grande amico e grande giocatore»

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Renzo Garlaschelli e la scomparsa di Pino Wilson: «Una notizia tremenda e del tutto inattesa. Eravamo grandi amici»

Il mondo Lazio piange il suo Capitano. Pino Wilson è scomparso improvvisamente e oggi i suoi ex compagni ne celebrano la memoria attraverso i quotidiani. Per La Gazzetta dello Sport, Garlaschelli ha parlato così:

WILSON – «Di una grande umanità e di notevole intelligenza. Sapeva sempre trovare le parole giuste al momento giusto. Quando giocava era un po’ più chiuso, più spigoloso, anche più taciturno. Poi, dopo aver smesso di fare il calciatore e raggiunta la piena maturità come uomo, ha smussato certi angoli del suo carattere ed è venuta fuoritutta la sua generosità e la sua grande capacità di mettersi a disposizione degli altri».

LAZIO DEL ’74 – «Quante botte ci davamo in allenamento. E non solo quando c’era la partitella infrasettimanale, ma anche negli altri giorni. Non ci risparmiavamo mai. La domenica, però, remavamo tutti dalla stessa parte».

GIOCATORE – «Molto duro, anche “cattivo”, agonisticamente parlando. Davvero un cliente scomodo, era difficile metterlo in difficoltà. Al punto che per me era più complicato giocare contro di lui nelle partitelle che facevamo a Tor di Quinto che non in quelle ufficiali che giocavamo alla domenica».

FASCIA CAPITANO – «Era il capitano, quindi un ruolo fondamentale che svolgeva con la classe che lo contraddistingueva. Lo faceva soprattutto nelle partite ufficiali, però, un
po’ meno in allenamento. Tommaso capì che Pino era il più intelligente tra noi, quello capace di esprimersi meglio, anche con gli arbitri, che all’epoca non facevano sconti. Una fascia
che lui ha dimostrato di meritare ampiamente e che ha onorato fino in fondo».