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Sannibale: «Sorteggio davvero romantico. E sul momento della Lazio…»

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Sannibale ha parlato del momento della Lazio, soffermandosi sulla sfida di ieri con il Sassuolo e sul sorteggio di Europa League

Sannibale ha parlato del momento della Lazio, soffermandosi sulla sfida di ieri con il Sassuolo e sul sorteggio di Europa League. Queste le sue parole, rilasciate ai microfoni di Lazio Style Radio.

PORTO – «È stato un sorteggio romantico, alla fine il Porto ci evoca sempre bei ricordi. Sarà un piacere accoglierlo all’Olimpico e poi diciamo che abbiamo beccato una delle squadre peggiori».

SASSUOLO – «La Lazio ieri l’ho seguita tutta e l’ho vista stanca. I numeri a volte anche chi non vede la partita e li legge capisce che è stata una gara difficile. Il possesso palla 40% in una squadra di Sarri è poco. Il Sassuolo è una squadra che palleggia molto e bene, ma se l’identità di Sarri è una squadra che fa possesso palla e chiudi una partita con il 40% significa che c’è qualcosa che non va. Ho avuto l’impressione che fosse una squadra scarica e con poche idee. Tanti singoli che pensavano di risolverla da soli ma a volte si fanno danni alla squadra».

REPARTO ARRETRATO – «Secondo me quando un giocatore è abituato a giocare per tanti anni in un determinato modo va in difficoltà e agisce d’istinto. In questo momento io vedo giocatori che prima di agire pensano e perdono secondi importanti che in Serie A non ti puoi permettere. I giocatori di fondo sono importanti però stravolgere il modo di giocare con giocatori di quell’età, con quello spessore e esperienza è difficile. Lo stesso Hysaj che ha giocato con Sarri si è dovuto adattare a giocatori differenti e quindi magari a volte rallenta o ritarda, perché i compagni non riescono a seguirlo».

BASIC – «Mi è piaciuto tanto. Io proverei già da subito davanti alla difesa, aggiunge centimetri e fisico. È giovane e si sta formando tatticamente in questo momento e se adesso il mister vuole cambiargli ruolo è il momento adatto».

PASSATO – «I ricordi sono tantissimi se ne dovessi scegliere uno dico l’esordio in Supercoppa a San Siro. È stata un’emozione grandissima. Quella partita l’abbiamo preparata pensando che fino a sei giorni prima Fernando Couto non era ancora tesserato dalla Lazio, perché tornava da svincolato e io ho passato la settimana pensando di giocare dal primo minuto. È stata una settimana che è durata un anno per me. Stavo in panchina e mi ricordo che Couto al secondo gol di Shevchenko si toccò la coscia, mi guardò e mi disse: “Ragazzo hai paura?” io inconsciamente gli dissi di no ma riguardando quella formazione, a distanza di anni ti dico di si. Nonostante perdemmo io ero felicissimo per l’esordio, è stato il coronamento di un sogno».