Hanno Detto
Conferenza stampa Gattuso: «Mi sono emozionato vedendo i tifosi! Europa obiettivo minimo? Non è vero»

Conferenza stampa Gattuso: l’allenatore della Lazio interviene dopo la partita dello stadio Olimpico contro il Milan di Ruben Amorim
Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, interviene in conferenza stampa nel post partita del match della 4a giornata del campionato di Serie A 2026-2027 contro il Milan. Le sue parole:
CONFERENZA STAMPA DI GATTUSO
CHE CORDE HA TOCCATO DOPO LA COPPA ITALIA? – «Non ho toccato nessuna corda. Il merito è dei ragazzi, il merito è dei mille e oltre tifosi che ci hanno aspettato a Formello e ci hanno accompagnato fino a qui. Secondo me nella ripresa è stato un problema di gambe e atteggiamento, non abbiamo avuto la forza di stare lì dentro la partita. Abbiamo sofferto i loro cambi e c’è andata bene, siamo stati bravi a rimanere in partita e portare un punto a casa».
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CAMBIO DI MENTALITA’ – «La mia storia da allenatore dice una cosa, da calciatore ho smesso da tanto tempo e non ne voglio parlare. Io vado via dal Milan e vincono il campionato, ho lasciato mentalità e cultura del lavoro. Vado via dal Napoli e vincono il campionato, non è un caso perché io vivo per questo. Vado alla ricerca della disciplina e della cultura del lavoro, migliorare ogni giorno mettendo delle regole. Per me questo è importante, tutti i giocatori mi riconoscono questo perché ci tengo. Su questo abbiamo lavorato dal primo giorno, è normale quando hai a che fare con ragazzi per bene fargli capire che il lavoro paga. Abbiamo cominciato questo percorso e devo ringraziare questo gruppo per come si stanno comportando. Se riusciamo a fare queste prestazioni il merito è loro».
OBIETTIVO MINIMO QUALIFICAZIONE EUROPEA? – «Non dico se sono d’accordo o no. Noi abbiamo già abbastanza pressioni addosso, giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile e non è corretto parlare d’Europa. Non è una polemica, non voglio scappare dalla responsabilità perché quando si allena una società come la Lazio devi sempre pensare di fare cose importanti. Il nostro obiettivo è pensare partita dopo partita. Non sono d’accordo quando si dice che l’obiettivo minimo è l’Europa, poi se vogliamo prenderci in giro lo diciamo ma non è per fare polemica, semplicemente è una pressione inutile. Non conta l’avversario, ma conta sempre l’atteggiamento e noi dobbiamo essere bravi a proseguire su questa strada. Abbiamo visto che quando non siamo brillanti diventiamo vulnerabili, questo è l’aspetto su cui dobbiamo migliorare e possiamo farlo solo col lavoro».
LA SPINTA DEI TIFOSI A FORMELLO PRIMA DELLA GARA – «Penso che bruci anche ai tifosi non venire allo stadio. Specialmente per come amano questo club, qua vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno e guai se tocchi la loro squadra. Nessuno è contento di questa cosa, tutti vorrebbero venire allo stadio e fare 50-55 mila spettatori. I tifosi sono venuti perché i giocatori stanno trasmettendo qualcosa, il fatto di non mollare mai e di indossare la maglia con orgoglio. Mi sono emozionato oggi a vedere la gente a Formello, persone anziane che hanno fatto i cori. Per me il calcio senza tifosi fa cagare, è meglio stare a casa e andare in giro coi cani. Così non è calcio, il calcio è fare gol e andare sotto la curva, baciare la maglia perché te lo senti».