Malagò: «Il mio sogno è proiettato al 2032! I risultati stanno arrivando: non abbiamo mai smesso di lavorare»
Hanno Detto

Malagò: «Il mio sogno è proiettato al 2032! I risultati stanno arrivando: non abbiamo mai smesso di lavorare»

Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ospite del Sport e Culture Festival, è intervenuto in merito all’attualità! Cosa emerge

Giovanni Malagò, ospite dello Sport e Culture Festival di Mondovì, ha affrontato diversi temi legati al presente e al futuro dello sport italiano. Il presidente ha raccontato anche i mesi particolarmente faticosi vissuti recentemente, prima di soffermarsi sulle prospettive delle Nazionali, compresa quella femminile.

Nel corso dell’incontro ha trovato spazio anche il tema delle Olimpiadi, oltre a quello legato a Roberto Mancini, alla candidatura e agli obiettivi da raggiungere. Un intervento ampio, nel quale Malagò ha fatto il punto sulle principali questioni che riguardano il movimento sportivo italiano e sulle sfide dei prossimi anni. Le parole riprese da alfredopedulla.com:

DURO LAVORO – «Sono stati mesi incredibili e faticosi. Mi ritrovo commissario però non abbiamo mai smesso di lavorare, dobbiamo fare qualcosa di diverso e coraggioso, l’unica cosa che non possiamo permetterci è stare fermi. Mi tessererò per un club impegnato nel sociale, ma stendiamo un velo pietoso su questa vicenda».

NAZIONALI – «Sul CT molti dicevano che era sbagliato, però oggi mi ritrovo con un’Under 21 qualificata alla fase finale degli Europei, con l’ambizione di tornare alle Olimpiadi; questa è la squadra con cui giocheremo gli Europei del 2032 in casa; con una Nazionale che a novembre se la giocherà per andare ai quarti di Nations, in un girone di ferro; e giocando bene, con entusiasmo, piena di esordienti e ragazzi giovani che potrebbero fare gli Europei under 21. Giocatori che gli italiani non conoscevano, su cui Mancini sta lavorando bene. E poi la Nazionale femminile, che si gioca la partecipazione al mondiale. Siamo stati capaci? Non lo so, ma i risultati stanno arrivando».

MANCINI – «La prima cosa che ho detto è stata: prima delle gare non vi starò mai tra i piedi, sarebbe un’invasione di campo, però io ci sono sempre, per tutti, nella gioia e nel dolore».

CANDIDATURA – «Vedere il calcio ridotto com’era, era un dolore per me, è stato un po’ un richiamo della foresta. Noi dobbiamo recuperare l’orgoglio, anche nel calcio. Di calcio capisco, ma come faccio a capirne quanto un Claudio Ranieri? Ranieri e Zola danno molta credibilità al nostro progetto».

SOGNO – «Il mio sogno è proiettato al 2032: crescere, qualificarci agli Europei del 2028 in Inghilterra, qualificarci al Mondiale e completare il percorso agli Europei che giocheremo in casa».

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