
Il CdA di Banca del Fucino fa muro: mandato a un pool di avvocati per le notizie sull’inchiesta Lazio. Le ultime novità
Il panorama finanziario e calcistico italiano viene scosso da una presa di posizione ufficiale e di estrema fermezza da parte dei vertici bancari. Come riportato da teleborsa.it, il Consiglio di Amministrazione di Banca del Fucino ha deliberato ufficialmente di affidare un mandato a un pool di primari studi legali. L’obiettivo primario della mossa giudiziaria è tutelare in ogni sede competente, sia in sede penale che civile, la reputazione e l’immagine dell’istituto di credito nei confronti di tutti i soggetti ritenuti responsabili della diffusione e della pubblicazione di notizie definite esplicitamente “diffamatorie e destituite di ogni fondamento”.
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L’estraneità dell’istituto e le verifiche interne sulla Banca del Fucino
Le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi avevano accostato impropriamente il nome della banca alle vicende giudiziarie legate alle turbolenze societarie del club biancoceleste. Per fare chiarezza assoluta, il consiglio d’amministrazione ha provveduto ad ascoltare direttamente le informazioni e le relazioni tecniche rese dalle funzioni interne della banca. Gli accertamenti compiuti hanno escluso in modo categorico qualsivoglia tipo di coinvolgimento nella complessa vicenda giudiziaria, ribadendo con forza l’assenza totale di qualsiasi interesse, sia passato che presente, sul titolo azionario della S.S. Lazio o su eventuali e ipotetiche operazioni di acquisizione della società capitolina.
I dettagli dell’inchiesta e la posizione dei vertici della Banca del Fucino
Già nel corso della scorsa settimana, la dirigenza aveva pubblicamente chiarito la propria posizione, specificando di non risultare in alcun modo indagata e di non essere destinataria di alcun provvedimento formale nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma. Al centro delle indagini della magistratura figurano le perquisizioni che hanno interessato il presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, l’amministratore delegato Francesco Maiolini e Luigi Bisignani, noto collaboratore del quotidiano Il Tempo. Il filone investigativo punta a fare luce su una presunta campagna orchestrata per forzare il presidente Claudio Lotito a cedere la proprietà della S.S. Lazio, un contesto estraneo alle attività dell’istituto bancario che ora intende difendere la propria onorabilità nelle opportune sedi di giustizia.