
De Biasi ha analizzato l’avvio incredibile della Lazio, soffermandosi sul lavoro di Gattuso, Icardi e sul rapporto tra squadra, società e tifoseria
La Lazio ha iniziato la stagione oltre le aspettative, raccogliendo risultati importanti nelle prime giornate e conquistando fiducia nell’ambiente biancoceleste. Ai microfoni di Radiosei, Gianni De Biasi ha analizzato il rendimento della squadra di Gennaro Gattuso, soffermandosi anche sulla contestazione dei tifosi e sulla decisione del tecnico di puntare sul gruppo già a disposizione. Ecco le sue considerazioni in merito alla squadra biancoceleste.
De Biasi sulla Lazio: l’avvio e il lavoro di Gattuso
LAZIO – «È un campionato bello, i risultati non sono scontati e ci sono squadre che stanno facendo bene. In primis la Lazio, che è una sorpresa assoluta. La squadra di Gattuso ha fatto oltre quello che ci si potesse aspettare. L’Inter è una conferma, la Roma sta facendo bene e il Cagliari è la rivelazione assoluta».
GATTUSO – «Gattuso ha fatto qualcosa di straordinario in questo inizio. Ha cambiato alcune idee che potevano avere i tifosi biancocelesti. Mi auguro possa proseguire così, anche perché l’entusiasmo è un fattore fondamentale visti i problemi che ci sono».
ICARDI – «Ci sono dei contratti morali che si costruiscono con i propri calciatori e che rappresentano i motivi del successo o dell’insuccesso. Ha fatto una scelta seria, ha puntato su un gruppo, dando fiducia e facendo capire allo stesso quanto ci tiene».
AVVIO – «L’avvio fa ben sperare, poi è chiaro che cinque gare non hanno un gran significato. Ma ti permette di rasserenare l’ambiente e di acquisire fiducia, anche agli occhi dei tifosi rispetto ai singoli giocatori. In questo momento, la squadra sta concedendo poco e sta sfruttando buona parte delle occasioni che costruisce».
TIFOSI – «La contestazione dei tifosi? Queste cose le vedo male. Capisco che ci possano essere aspettative mancate, ma oggi la Lazio si trova in una posizione di classifica che nessuno poteva ipotizzare. Questo tirare la corda da una parte e dall’altra non porta vantaggi nell’economia del campionato».
ARMISTIZIO – «Servirebbe una sorta di armistizio tra le parti, bisognerebbe riconoscere alla squadra i propri meriti».