Hanno Detto
Taylor non si nasconde: «Non ci penserei due volte a tornare all’Ajax. E casa mia al cento per cento»

Il centrocampista della Lazio racconta l’esperienza con l’Ajax e il percorso che lo ha portato a Roma: le parole di Kenneth Taylor
Kenneth Taylor ha lanciato una vera e propria bomba di mercato ai microfoni di Kick ‘t Met su Ziggo Sport dove ha voluto ripercorrere le tappe più importanti della sua carriera, dai primi allenamenti nelle giovanili dell’Ajax fino all’arrivo in prima squadra e al trasferimento in Serie A. L’olandese ha sottolineato quanto sia stata speciale l’esperienza vissuta ad Amsterdam e il legame profondo con il club dei Paesi Bassi.
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Taylor si racconta e svela degli aspetti del suo passato
INIZI – «Dalle giovanili alla prima squadra dell’Ajax? Pochi amici hanno la fortuna di vivere un’esperienza simile insieme. Il nostro sogno era giocare in prima squadra. C’era Jurriën e anche Devyne, eravamo davvero un bel gruppo. Oggi, a distanza di tempo, ci si rende conto di quanto fosse speciale».
OPINIONE – «Il declino dell’Ajax? È stato doloroso, parliamo del più grande club dei Paesi Bassi. Lo rimarrà sempre, ma in questo momento il PSV sta dominando. Spero che l’Ajax ne esca il prima possibile».
RITORNO – «Non ci penserei due volte a tornare all’Ajax, sarebbe davvero bellissimo. L’Ajax è casa mia al cento per cento. Quando sei lì vuoi essere importante e aiutare il club il più possibile, quindi ti fai carico di certe responsabilità. È una cosa che ti viene quasi automatica».
COMPAGNI – «Negli ultimi mesi erano partiti molti ragazzi. Da un lato è bello per loro, ma per me e per l’Ajax è stato un peccato. Brobbey? L’ho visto in Olanda, ma non sono ancora stato a Sunderland. Lui stesso non mi consiglia particolarmente di andarci: dice che la città non è un granché. Farebbe meglio lui a venire qui a Roma (ride)».
FORMAZIONE – «L’anno con Farioli? Ho solo ricordi positivi di quel periodo, se escludiamo le ultime partite. Guardando tutta la stagione, porto con me solo cose positive. Ho imparato molto, sia io che la squadra. Lì ho vissuto alcune dinamiche che qui alla Lazio sono praticamente identiche. Il modo in cui difendevamo di squadra quell’anno, ad esempio, è molto simile. Anche grazie a questo sono riuscito ad adattarmi qui molto più velocemente del normale».
Le conferme del centrocampista biancoceleste
Taylor ha confermato quindi come l’esperienza all’Ajax lo abbia formato sotto il profilo tecnico e umano, permettendogli di inserirsi rapidamente nel contesto della Lazio e di dare un contributo determinante fin dai primi mesi in Italia, preparandosi ad affrontare le sfide decisive della stagione.