Re Klose saluta la sua Lazio: riempire l’Olimpico è un dovere

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I motivo per cui i tifosi della Lazio devono riempire l’Olimpico per salutare «Re» Miroslav Klose

Il giorno che nessun laziale avrebbe mai sperato arrivasse è purtroppo nelle vicinanze. Miroslav Klose indosserà ancora per due partite la maglia della Lazio, poi saluterà definitivamente la Capitale, almeno da calciatore. Il bomber tedesco, a Modena contro il Carpi e all’Olimpico contro la Fiorentina, proverà per l’ennesima volta a migliorare il proprio score: gli basta una sola rete per pareggiare i 63 gol complessivi realizzati con il Werder Brema (club con il quale ha segnato di più) e due per raggiungere Goran Pandev (a 64) in vetta alla classifica degli attaccanti stranieri più prolifici di sempre con la casacca biancoceleste. «Non posso essere il primo in tutte le classifiche», scherzava così al termine del match contro l’Inter. Sicuro però proverà a diventarlo ad ogni costo, sarà una motivazione in più per tentare fino alla fine di regalare l’Europa League alla sua Lazio.

 

MAI NESSUNO COME LUI – Il cuore oltre l’ostacolo, sempre. Miro che dell’umiltà ha fatto uno stile personale, quasi a dimenticare di essere il miglior cannoniere della Nazionale tedesca con 71 reti e il primo marcatore delle fasi finali dei campionati Mondiali con 16, davanti gente come Ronaldo e Gerd Muller. Insomma, roba da poco. Eppure a 37 anni suonati te lo ritrovi a pressare come un dannato gli avversari fino alla propria area di rigore, ad arricchire senza problemi il bagaglio tecnico e umano ai giovani in allenamento. E’ proprio vero… signori si nasce, non si diventa!

 

OLIMPICO PIENO. STOP – Qualcuno lo ha già nominato il ‘Miro Day’. Il 15 maggio, di fronte alla Viola, sarà l’occasione giusta per salutare degnamente un campione di caratura internazionale. La presenza di Klose all’evento “Di padre in figlio” infatti non è ancora certa, riempire lo stadio fra due domeniche sarà il modo perfetto di dimostrare quanta riconoscenza possiede il popolo laziale verso la sua leggenda. L’orgoglio va messo da parte almeno questa volta, come successo in Lazio-Sassuolo del febbraio 2014 per intenderci. Di fronte al mondo intero Klose merita la giusta ovazione, la protesta contro Lotito o lo sciopero verso le barriere di Gabrielli per una sera dovranno essere dimenticati. Riusciranno i laziali a dimostrare quanto valgono realmente?

 

Rocco Fabio Musolino