Quattro anni fa se ne andava Giorgio Chinaglia, indimenticabile “Long John”

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Sono passati già quattro anni dalla scomparsa di Giorgio Chinaglia. Solo pochi giorni dopo il grande Bob Lovati se ne va un altro pezzo di storia biancoceleste, lui che si era ‘ammalato di Lazio inguaribilmente’. L’anniversario di quest’anno cade nella settimana del derby, gara che giocatori come lui sentivano dentro, come ricordano le sue parole prima del derby nel 1974: “Dovevamo sbranarli, bisognava vincere, neanche il pareggio, non era possibile perdere contro la Roma: andai negli spogliatoi loro a dire “vi aspetto fuori in campo”. Assurdo, ma io lo sentivo molto il derby… La mia fortuna era che ero diventato tifoso della mia squadra”.  Nel cuore di tutti rimarrà la sua immagine, il suo coraggio, la sua sfrontatezza nell’esultare con il dito puntato verso i nemici di sempre, con le corna verso la curva partenopea, il suo rapporto speciale con Tommaso Maestrelli che lo ha cresciuto ed indirizzato. Criticato da molti soprattutto nel periodo in cui fu presidente della Lazio ma amato, amato tantissimo e nei cuori di ogni laziale che nel tempo anche ai suoi figli racconterà delle sue gesta e dirà: “Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia”.