Pisacane e il piano tattico per fermare Gattuso: «Volevamo togliere spazio a Isaksen e Zaccagni»
Hanno Detto

Pisacane e il piano tattico per fermare Gattuso: «Volevamo togliere spazio a Isaksen e Zaccagni»

Lazio, dalla conferenza stampa emerge un retroscena sulla preparazione della partita: limitare le iniziative di Nuno Tavares e isolare Zaccagni e Isaksen era una delle priorità degli avversari

La Lazio di Gennaro Gattuso è ormai una squadra che gli avversari studiano con particolare attenzione. Lo dimostrano le parole emerse dalla conferenza stampa successiva alla sfida contro il Cagliari, nelle quali è stato spiegato il piano tattico preparato per contenere le principali armi offensive dei biancocelesti. Tre i nomi al centro delle contromisure: Nuno Tavares, Mattia Zaccagni e Gustav Isaksen. L’obiettivo era impedire alla Lazio di sviluppare il proprio gioco sulle corsie esterne, anche a costo di concedere qualcosa in altre zone del campo.

Lazio, il piano degli avversari: Tavares, Zaccagni e Isaksen osservati speciali

Le dichiarazioni raccontano un aspetto interessante della preparazione della partita: la volontà di intervenire soprattutto sui meccanismi che permettono alla Lazio di creare superiorità sulle fasce. In particolare, l’attenzione si è concentrata sullo spazio a disposizione di Nuno Tavares e sui palloni destinati a Zaccagni, mentre dall’altra parte del campo si è cercato di limitare la libertà di movimento di Isaksen.

Queste le parole integrali pronunciate in conferenza stampa:

«Abbiamo avuto poco tempo, ma la Lazio la vedo da un mese perché mi piace vedere tutte le squadre. Non volevamo concedere il mezzo spazio a Tavares e togliere rifornimenti a Zaccagni. Ci siamo presi il rischio di stare più larghi per togliere spazi a Isaksen e Zaccagni, abbiamo avuto dei vantaggi e questo doveva essere accompagnato con una densità centrale»

Un passaggio che evidenzia quanto le caratteristiche dei singoli biancocelesti possano condizionare le scelte tattiche delle squadre avversarie.

Lazio, perché Tavares e Zaccagni rappresentano un problema sulle fasce

Il riferimento al mezzo spazio di Tavares non è casuale. Il portoghese può diventare pericoloso quando trova libertà per avanzare e partecipare alla costruzione offensiva, senza limitarsi a occupare la corsia laterale. La sua capacità di accompagnare l’azione offre alla Lazio una soluzione in più per raggiungere la trequarti. E quando il terzino riesce a muoversi in avanti, anche Zaccagni può beneficiare di maggiori possibilità di ricezione.

Il piano raccontato in conferenza prevedeva quindi due interventi collegati: limitare gli spazi utilizzabili dal terzino e ridurre i rifornimenti per il capitano biancoceleste. Un modo per provare a interrompere sul nascere alcune delle combinazioni offensive più importanti della squadra di Gattuso.

Sull’altra fascia, invece, la preoccupazione era legata a Gustav Isaksen, protagonista di un avvio di stagione particolarmente positivo e sempre più incisivo negli ultimi metri.

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Lazio, la scelta di allargarsi per fermare gli esterni: il rischio al centro del campo

La parte più interessante delle dichiarazioni riguarda il compromesso tattico accettato dagli avversari. Per limitare Isaksen e Zaccagni, la squadra ha scelto di mantenere una disposizione più larga, cercando di presidiare meglio le zone laterali.

Una soluzione che, però, comporta inevitabilmente un rischio: aumentando le distanze in ampiezza, può diventare più difficile proteggere contemporaneamente gli spazi centrali. Da qui il riferimento alla necessità di accompagnare questa scelta con una maggiore densità in mezzo al campo.

Non bastava, insomma, impedire agli esterni biancocelesti di ricevere in condizioni favorevoli. Serviva anche una copertura adeguata nelle zone interne, per evitare che la Lazio trovasse alternative attraverso i centrocampisti. È proprio questo il punto che rende significativo il retroscena: gli avversari hanno cercato di contenere le qualità individuali dei biancocelesti attraverso un’organizzazione collettiva costruita appositamente.

Per Gattuso, il dato offre anche uno spunto in prospettiva. Più la Lazio continuerà a essere efficace sulle fasce, più le squadre che la affronteranno proveranno a chiudere quelle linee di gioco. La capacità di trovare soluzioni differenti, sfruttando gli spazi che gli avversari decidono di concedere, potrà diventare un elemento decisivo per mantenere l’attuale rendimento offensivo.

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