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La Lazio chiede una tregua ai tifosi, la richiesta di Marusic e Sarri

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La Lazio di Maurizio Sarri sta pagando la legittima scelta della propria tifoseria di boicottare le partite data la gestione del presidente Claudio Lotito

Serve una tregua, anche se gelida, per evitare che la stagione della Lazio sprofondi definitivamente nel baratro. Dopo un’estate catastrofica e un campionato chiuso virtualmente a febbraio, fuori da ogni corsa europea che conta, la Coppa Italia è rimasta l’unico appiglio per dare un senso a un’annata balorda.

Ma l’impresa di superare l’Atalanta nella semifinale di andata del prossimo 4 marzo impone una condizione imprescindibile: l’Olimpico non può essere il deserto visto nelle ultime settimane. Ecco l’analisi odierna proposta dal Corriere dello Sport.

Il grido d’aiuto della squadra

Maurizio Sarri è stato chiaro dopo il recente ko in campionato contro la Dea: «Con 45.000 persone la partita avrebbe preso un’altra piega». Ma il segnale più forte, quello che i gruppi organizzati attendevano per valutare un passo indietro nella loro protesta a oltranza contro la presidenza, è arrivato dal senatore Adam Marusic. La sua non è stata una dichiarazione di rito, ma una preghiera a nome dello spogliatoio: «Lo stadio vuoto pesa troppo. Abbiamo bisogno dei tifosi, del loro aiuto».

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La mossa di Lotito e il bivio del 4 marzo

Ora la palla passa alla Curva Nord, che deciderà nelle prossime riunioni plenarie se concedere un armistizio per la notte di Coppa, interrompendo lo sciopero del tifo che ha reso l’Olimpico un fattore negativo nel 2026 (una sola vittoria casalinga nel nuovo anno, quella rocambolesca col Genoa).

Dall’altra parte della barricata c’è Claudio Lotito. Il patron proverà domani a rilanciare presentando il progetto “Flaminio” e slogan sul futuro (“Lazio 2032”), mosse che sanno di resistenza contro le oltre 43.000 firme raccolte dalla petizione anti-societaria. Tuttavia, per il bene della Lazio attuale, servirebbe un gesto distensivo immediato, non promesse a lungo termine che suonano come il classico “io contro tutti”.

La frattura resta profonda e difficilmente si sanerà, perché le stagioni lotitiane sembrano ciclicamente tornare sugli stessi fantasmi del passato. Ma per la notte del 4 marzo, la Lazio chiede una sospensione delle ostilità: senza il muro biancoceleste, il sogno Coppa Italia rischia di infrangersi ancora prima di cominciare.

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