Lazio, il muro di Gattuso funziona: tre clean sheet ad oggi
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Lazio, il muro di Gattuso funziona: tre clean sheet e una difesa costruita sulle scelte giuste

La Lazio ha subito soltanto tre gol nelle prime cinque giornate di Serie A: la solidità nasce dall’organizzazione collettiva e dalle nuove gerarchie

La Lazio vola in testa alla classifica anche grazie a una caratteristica che alla vigilia del campionato rappresentava uno dei principali interrogativi: la solidità difensiva. Dopo cinque giornate di Serie A, la squadra di Gennaro Gattuso ha incassato appena tre gol e mantenuto la porta inviolata in tre occasioni.

Numeri sorprendenti considerando l’identità offensiva della squadra biancoceleste, che non ha mai scelto un atteggiamento rinunciatario. La Lazio di Gattuso attacca, pressa e cerca di imporre il proprio ritmo, ma allo stesso tempo ha trovato un equilibrio che le permette di proteggere la propria area.

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Lazio, una difesa da record: numeri che mancavano da vent’anni

Soltanto il Cagliari, con due reti subite, ha fatto meglio dei capitolini nelle prime cinque giornate. I biancocelesti condividono invece il secondo posto con la Roma, a quota tre gol incassati. Un rendimento che non si vedeva da tempo: l’ultima squadra biancoceleste capace di subire appena tre reti e realizzare tre clean sheet nelle prime cinque partite risaliva alla stagione 2006/07, con Delio Rossi in panchina.

Una statistica che assume ulteriore valore considerando il rinnovamento del reparto. In estate erano venuti meno tre punti di riferimento importanti come Ivan Provedel, Mario Gila e Alessio Romagnoli, lasciando inevitabilmente dubbi sulla nuova struttura difensiva.

Mandas e i nuovi centrali: la Lazio ha trovato nuove certezze

La prima scelta determinante di Gattuso è arrivata tra i pali. Il tecnico ha deciso di puntare con convinzione su Christos Mandas, affidandogli il ruolo di titolare e ricevendo risposte importanti. Il portiere greco è stato decisivo in diverse occasioni, soprattutto nelle trasferte contro Bologna, Udinese e Venezia, oltre alla sfida interna contro il Genoa. Le sue parate hanno permesso alla Lazio di mantenere risultati pesanti anche nei momenti di maggiore difficoltà.

Anche la nuova batteria di centrali sta offrendo risposte positive. Oliver Provstgaard, già presente in rosa, ha aumentato affidabilità e continuità, mentre i nuovi arrivati hanno ampliato le possibilità di scelta. Danilho Doekhi aveva iniziato bene prima dell’infortunio alla mano, Josip Šutalo ha sfruttato l’occasione trovando spazio e rendimento, mentre Diogo Leite rappresenta un’ulteriore alternativa di livello.

Lazio, il segreto è una difesa che coinvolge tutta la squadra

La solidità della Lazio, però, non nasce soltanto dai difensori. Il principio di Gattuso è chiaro: tutta la squadra deve partecipare alla fase difensiva. Il primo pressing parte dagli attaccanti, chiamati a disturbare la costruzione avversaria, mentre il centrocampo deve proteggere la linea arretrata e ridurre gli spazi.

Un ruolo fondamentale è quello del mediano davanti alla difesa. In questo momento Reda Belahyane sta interpretando questo compito, in attesa del recupero di Nicolò Rovella: il regista deve abbassarsi tra i centrali quando la Lazio costruisce, permettendo ai terzini di spingersi più avanti senza lasciare scoperta la retroguardia.

È un meccanismo complesso, ma finora ha funzionato. La Lazio di Gattuso non è soltanto una squadra che segna e corre: è una formazione che ha imparato anche a difendersi. Il risultato è un vero e proprio muro biancoceleste, costruito attraverso organizzazione, sacrificio e nuove certezze.

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