Lazio, l’attacco continua a non ingranare. Ma Pioli si consola con la difesa…

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Lo 0-0 in trasferta a Marassi contro il Genoa non può certo lasciare soddisfatto il tecnico della Lazio Pioli. La sua squadra conferma gli enormi problemi in fase offensiva (anche se questa volta almeno si contano 2 tiri in porta, più una traversa colpita da Mauri), visto che sono ormai 3 partite consecutive di campionato che non riesce a esultare per un gol.

SEGNALI INCORAGGIANTI DALLA DIFESA – Ma se è vero che davanti non si segna, è altrettanto vero che dietro – proprio nel reparto più critico (e criticato) di questo inizio di stagione – arrivano segnali incoraggianti. Nonostante l’ultimo acquisto Milan Bisevac sia già ai box (dopo due partite consecutive in meno di una settimana, una ricaduta muscolare era abbastanza prevedibile per un giocatore inattivo da mesi), la coppia Mauricio-Hoedt si sta mettendo in evidenza con prestazioni positive. La parte del bicchiere mezzo pieno della partita di ieri, infatti, è che i due centrali sono stati i migliori in campo, integrandosi alla perfezione nel duro compito di arginare Pavoletti, uno degli attaccanti più in forma del momento. Il brasiliano si è occupato del lavoro sporco, francobollandosi al centravanti genoano per tutta la gara e seguendolo praticamente ovunque, l’olandese gli ha dato copertura nelle poche volte in cui l’ex Sporting Lisbona se lo è lasciato scappare, con precisione e ottima lettura preventiva delle azioni di gioco.

MAURICIO IL BRACCIO, HOEDT LA MENTE – Mauricio ha chiuso con 4 tackle, 4 palle intercettate, 6 palloni spazzati via, 3 anticipi di testa e 2 falli. Hoedt invece non ha commesso nessuna infrazione, nonostante le 6 scivolate (tutte andate a buon fine), i 2 duelli aerei vinti, le 5 palle intercettate e le altrettante calciate lontano dall’area di rigore. Non solo: lasciando al compagno di reparto il compito di fare a sportellate con Pavoletti, Hoedt si è dedicato principalmente all’impostazione della manovra, mostrando un buon sinistro e partecipando attivamente alla fase di costruzione insieme a Cataldi. Non è un caso, infatti, che l’olandese abbia chiuso l’incontro da giocatore con più palloni toccati (66), con 45 passaggi (meglio ha fatto solo Milinkovic con 46) e una percentuale di successo del 71,1%. In assenza di Biglia, insomma, l’olandese è stato preziosissimo per aiutare il giovane Cataldi in fase di impostazione. Poi davanti nessuno è riuscito a capitalizzare la buona mole di gioco creata dai biancocelesti, ma quello è tutto un altro discorso: è la parte del bicchiere mezzo vuoto. Anzi, anche più di metà.

Repubblica.it