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Lazio Bayern: transizioni da incubo, Milinkovic e Luis Alberto ANALISI TATTICA

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Contro il Bayern Monaco, la Lazio ha dimostrato quanto sia ancora lontana dall’elite in Champions League: gli determinanti gli errori in transizione

Il Bayern di Flick non proveniva da un ciclo positivo. Aveva totalizzato appena un punto in 2 partite, sciupando molto del vantaggio sul Lipsia. Come avevamo scritto qui, è una squadra che quest’anno – nell’anomala stagione del Covid – stava mostrando qualche fragilità difensiva di troppo: il mantenere sempre un baricentro altissimo è difficile da sostenere nel lungo periodo, come dimostrano i molti gol subiti in campionato. Nonostante l’ampio gap tecnico, l’ottavo di Champions contro la Lazio sembrava un match in cui i biancocelesti, squadra che si esalta quando attacca in campo aperto, avessero le armi per fare male ai bavaresi.

La partita è stata invece un dominio degli ospiti, che hanno fatto vedere fin dal primo minuto l’ampia differenza di categoria. Il gol regalato da Musacchio dopo pochi minuti dimostra la fragilità laziale nel resistere all’intensità del pressing tedesco, con la Lazio che ha faticato molto nel costruire da dietro: abbiamo visto molti lanci lunghi senza troppi fronzoli, al contrario del palleggio elaborato che vediamo in campionato.

Cosa ha sofferto la Lazio

Il gol ha messo la gara su binari perfetti per i campioni d’Europa. La Lazio si allungava molto quando consolidava il possesso, con il Bayern che in ripartenza ha usufruito di tantissimi spazi in campo aperto. Le transizioni negative dei padroni di casa sono state un grosso problema, basti pensare al quarto gol.

Una delle molte situazioni in cui la Lazio, dopo aver perso palla, si fa bucare in due.

Va segnalata in particolare la difficoltà che Milinkovic-Savic e Luis Alberto hanno palesato nel contenere Davies e Sule. Quando la Lazio si difende di posizione, le due mezzali di solito compiono un lavoro molto generoso senza palla uscendo sui terzini avversari. Sule e Davies ieri però hanno seminato il panico, riuscendo costantemente a sfondare e ricoprendo in media una posizione molto alta.

Basti pensare a come è arrivata la rete di Musiala: il Bayern Monaco allarga a sinistra su Davies, che salta Milinkovic-Savic con un dribbling interno. Si crea quindi una reazione a catena nel centrocampo biancoceleste, con Leiva che è costretto a uscire sul terzino rivale. Musiala è così liberissimo di ricevere tra le linee, senza che nessuno accorci su di lui. La mediana laziale è infatti collassata sul lato opposto.

Come si vede nella slide sopra, l’azione offensiva nasce appunto dal dribbling di Davies su Milinkovic, che disordina poi il centrocampo biancoceleste. Sule e Davies hanno azzeccato complessivamente 7 dribbling, con la Lazio che ha faticato molto a contenere le loro sgroppate. Il Bayern Monaco ha così sfondato con continuità e facilità in fascia, soprattutto a destra, dove si sono viste ottime rotazioni tra Sule, Sané e un Kimmich che spesso si sganciava in avanti.

Spazi non sfruttati

Fedele al proprio stile tattico, la squadra allenata da Flick ha giocato con un baricentro altissimo e una linea difensiva praticamente a centrocampo. Se le formazioni italiane come prima cosa cercano di coprire la profondità contro la Lazio, al contrario il Bayern ha giocato come al solito, esasperando il fuorigioco.

Fin da subito, nonostante il dominio ospite, si è notato come i bavaresi concedessero molto una volta perso il possesso, soprattutto sul lato di Davies. Il Bayern attacca infatti con tantissimi giocatori nella metà campo rivale, di conseguenza ci sono tanti calciatori sopra la linea della palla.

Nonostante la sonora debacle, sono state parecchie le transizioni in campo aperto della Lazio, situazioni che con un po’ di precisione in più si sarebbero tradotte in big chance.

Nelle slide sopra, vediamo due situazioni in cui Lazzari – in ripartenza – è come al solito tempestivo nell’attaccare lo spazio alle spalle di Davies, con il Bayern tanto alto quanto perforabile. Eppure, Milinkovic prima e Luis Alberto dopo sbagliano le misure del passaggio: con la giusta precisione, Lazzari si sarebbe potuto trovare solo davanti a Neuer. I biancocelesti non sono così riusciti a sfruttare nel migliore dei modi la spinta dell’ex Spal.

Con Goretzka, Kimmich e Musiala altissimi, la retroguardia bavarese era spesso costretta a difendere in campo aperto contro velocisti come Immobile e Correa, senza supporto da parte dei mediani. Eppure, e questo è il grosso difetto della Lazio di ieri, i biancocelesti non sono riusciti a costruire nette occasioni da gol.

Un altro esempio qua sopra: il Bayern si fa bucare in due, con Immobile e Correa pronti a involarsi verso la porta. Da notare la lontananza tra difesa e centrocampo tedesco, con Luis Alberto che banchetta tra le linee. Anche in questo caso, la ripartenza non porta però a nulla.

Quando poi è riuscita ad arrivare nella trequarti rivale, la Lazio è stata poco incisiva a causa di diversi errori tecnici e di tiri non pericolosi da parte dei propri giocatori di estro. Neuer non ha dovuto fare parate difficili.

Insomma, la differenza di categoria si è fatta sentire, con diversi giocatori biancocelesti (soprattutto in difesa) che hanno mostrato la propria inadeguatezza in un contesto di così alto livello. Il Bayern non si è snaturato per togliere i punti di forza della Lazio. Anzi, rimanendo fedele ai propri principi (pur con il rischio di concedere situazioni pericolose in campo aperto) è riuscito a stroncare i rivali. Al contrario di quanto avviene in campionato, la Lazio non è invece riuscita ad approfittare dei difetti tattici avversari.

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