La nuova Lazio di Inzaghi: testa, numeri e gioco

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Dopo il 3-0 al Palermo Klose ha detto che non è cambiato niente a livello di modulo e che la differenza l’hanno fatta le motivazioni che Simone Inzaghi è riuscito a dare nel ritiro di Norcia. In realtà, però, qualcosa nel gioco è mutato rispetto a due settimane fa. Certo, l’avversario era un Palermo in estrema difficoltà e non certo il Barcellona, ma il nuovo allenatore è già riuscito a far intravedere qualcosa di suo, qualcosa di nuovo rispetto al passato.

LA COSTRUZIONE DEL GIOCO PARTE DALLA DIFESA – I cambiamenti più evidenti riguardano gli interpreti del 4-3-3. In primo luogo il rilancio di Gentiletti in difesa al fianco di Bisevac, quindi la scelta (non casuale) di affiancare due giocatori dai piedi buoni, capaci di aiutare la fonte di gioco Lucas Biglia in fase di impostazione. Già, perché se il regista argentino è come sempre (era una costante anche con il precedente tecnico Stefano Pioli) il giocatore della Lazio a toccare di più il pallone (132 volte), effettuare il maggior numero di passaggi (110) ed avere la miglior percentuale di accuratezza dei suoi tocchi (94,6%), tutti i difensori biancocelesti (insieme a Candreva) sono quelli che lo seguono con i numeri più alti (dati whoscored e LazioPage): la classifica generale dei tocchi subito dopo Biglia vede subito Gentiletti (90), Patric (89), Candreva (87), Lulic (78) e Bisevac (71). Stesso discorso per la graduatoria finale dei passaggi: dopo il centrocampista argentino ci sono Patric (79), Gentiletti (75), Lulic (64), Candreva (62) e Bisevac (61). Insomma, gran parte dello schiacciante possesso palla della Lazio (63%) è riconducibile proprio alla fase di manovra messa in atto dai difensori biancocelesti.

I CENTROCAMPISTI A PROTEZIONE DELLA RETROGUARDIA – Un altro cambio di interpreti decisivo è a centrocampo, dove per affiancare Biglia e Parolo è stato scelto un incontrista puro come Onazi. Anche in questo caso la scelta non è casuale: Inzaghi ha optato per una mediana più di sostanza per dare maggiore protezione a una retroguardia brava in fase di impostazione, ma ancora troppo fragile dal punto di vista difensivo (è bastato un lancio lungo su Gilardino per metterla in apprensione). Accorciando le distanze tra i due reparti il tecnico non solo ha permesso di gestire meglio il possesso palla ed evitare che Biglia venisse “ingabbiato” dagli avversari, ma ha anche evitato più possibile gli uno contro uno dei giocatori del Palermo. E così Onazi è stato il giocatore con più tackle (4), Biglia quello con il maggior numero di palloni recuperati (17), Parolo il calciatore ad aver percorso più chilometri (13,046). Non solo: Gentiletti è il migliore dal punto di vista degli anticipi (7) e Bisevac (insieme a Klose) per quel che riguarda i duelli aerei vinti (4). Il difensore serbo, tra i più criticati nell’ultimo periodo, questa mattina si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa: “Di tutte le critiche, le peggiori sono quelle che provengono dall’ignoranza. Forza Lazio”.

GLI ATTACCANTI RIESCONO A TIRARE IN PORTA – Ultima modifica sostanziale riguarda infine il centravanti. Con Simone Inzaghi, la punta centrale riesce “addirittura” a tirare in porta. Può sembrare una banalità, ma nell’ultimo periodo di Pioli non era così scontato: questa volta invece Klose riesce ad andare al tiro in 3 occasioni, colpendo sempre lo specchio e andando in rete due volte. Il recordman di conclusioni è invece Candreva (altra costante rispetto alla precedente gestione), ma dei suoi 6 tiri solo uno ha centrato il bersaglio e trovato sulla sua strada l’estremo difensore rosanero. Poi c’è Keita, dal primo minuto insieme al tedesco: il giovane senegalese ha concluso in 4 occasioni, 3 di queste tra i pali difesi da Sorrentino. Non è riuscito a segnare, ma con le sue discese e i suoi dribbling (3) è stato una costante spina nel fianco del Palermo. Il tridente d’attacco titolare, insomma, ha realizzato 7 degli 8 tiri in porta totali della Lazio. L’ultimo è opera di Felipe Anderson, subentrato al 69′ all’ex Barcellona: il brasiliano ha concluso solo in un’occasione e ha realizzato il gol del 3-0. In sostanza, sono abbastanza semplici gli accorgimenti messi in atto da Inzaghi: maggiore copertura alla difesa e ogni giocatore messo nelle condizioni di fare ciò che sa fare meglio. Di cambiamenti insomma ci sono stati, ma da un certo punto di vista Klose ha comunque ragione: perché la differenza l’hanno fatta le motivazioni, decisamente diverse rispetto a qualche settimane fa. E probabilmente è proprio quello l’accorgimento più importante messo in atto dal nuovo allenatore. 

Marco Ercole – Repubblica.it