L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: la camaleontica Lazio mangia anche la Fiorentina

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Tre punti per continuare a volare. Tre punti per prendere l’ascensore e avvicinare le zone nobili della classifica. Tre punti contro una diretta concorrente. Tre punti nella domenica in cui Roma e Milan steccano. Tre punti che regalano una vittoria. Una vittoria da Lazio: bella, ma sofferta fino all’ultimo secondo. Tre punti e testa all’Inter di Pioli e… Candreva. Tre punti per essere terzi, insieme al Napoli e davanti al Milan. Tre punti e tre gol, ma ora guai a fermarsi… L’appetito vien mangiando e questa squadra, non sembra ancora esser sazia.

INZAGHISMO” – Il modulo cambia, il risultato no. Inzaghi regala un turno di riposo agli stacanovisti dell’ultimo periodo come Wallace e Basta, ma per farlo cambia anche assetto tattico. Risposte positive da Bastos, che con de Vrij e Radu, a inizio stagione formava la difesa titolare.
Con un centrocampo a 3 o a 5 il diktat è sempre lo stesso: attirare la squadra avversaria sulla parte sinistra per poi cambiare rapidamente gioco verso Felipe, sistematicamente vicino alla linea laterale opposta.
Il 3-5-2 prevedrebbe se l’azione si svolge a sinistra, che il laterale destro stringa verso il centro, ma alla Lazio non funziona proprio così; ogni modulo subisce i cambiamenti dell’allenatore che lo applica, ad esempio il sistema di gioco adottato dalla Juve negli ultimi 5 anni, è diverso da quello attutato ieri e nelle precedenti partite da Inzaghi. Inoltre, nella zona nevralgica, Biglia resta sempre bloccato per far da scudo alla difesa, mentre gli altri due centrocampisti (ieri Cataldi e Milinkovic), fungono da incursori, buttandosi spesso nello spazio e arrivando nell’area avversaria come in occasione del gol di Keita.
Compatta, solida e stretta tra i reparti. Battere questa Lazio è un’impresa ardua per tutti.

SOFFERENZA – Entra Zarate e i ragazzi di Inzaghi in tilt. L’argentino è abile a trovare spazio tra la difesa e il centrocampo, riuscendo ad agire sempre alle spalle di Biglia, costretto ad accorciare verso il portatore di palla. Così facendo la squadra veniva spaccata in due tronconi e così facendo Maurito riusciva a giocare un gran numero di palloni sulla trequarti, completamente priva di maglie biancocelesti.
Le prime avvisaglie però, erano state colte ad inizio ripresa, quando la Fiorentina era riuscita a guadagnarsi un rigore più che dubbio.
La Lazio spende molto nel primo tempo e il più delle volte arriva ai secondi 45 minuti con la lingua di fuori; il secondo tempo di ieri è stata un’agonia, interrotta poi dal gol di Radu.
Immobile e Kishna (entrato bene in partita), non riuscivano più a tenere la palla alta e i difensori viola avevano sempre gioco facile su di loro. Inzaghi poi ha deciso di correre ai ripari, inserendo Wallace e passando a 4 dietro, avvertendo il pericolo forse in maniera tardiva, ma comunque efficacemente, fatto sta che poi la Lazio è riuscita a portare i tre punti a casa e sfatare un altro tabù: battere finalmente una diretta concorrente.

INTER PER CHIUDERE IN BELLEZZA – Vittoria e ultima partita del 2016 all’Olimpico. La squadra saluta i propri tifosi tornati allo stadio in questa stagione, nonostante le svariate e note vicende che li avevano allontanati. Inzaghi e i suoi ragazzi, il risultato più difficile l’hanno già ottenuto, riconsegnando alla Lazio, un pubblico all’altezza della sua storia. Non va sottovalutata però la classifica, che vede i biancocelesti a una lunghezza dalla Roma, insieme al Napoli e davanti al Milan. Mercoledì sarà una serata di ricordi e rincontri; Pioli e Candreva aspettano a Milano la loro ex squadra tra rimpianti e voglia di rivalsa. Con una vittoria a ‘San Siro’ la stagione potrebbe prendere un’altra piega, ma anche un pareggio dopo questo trittico di partite, non sarebbe da disdegnare. La Lazio può battere l’Inter e deve provare a farlo; solo così quell’asticella ancora bassa riuscirà finalmente ad alzarsi. Perché a questa squadra nessun’obiettivo è precluso, nemmeno chiudere il 2016 tra le prime tre, con una vittoria contro gli “amici-nemici”, Pioli e Candreva.