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Lazio, Keita: «Lotito come un padre. L’Italia è il mio paese, mi piacerebbe tornare»

Jessica Reatini

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Lazio, l’ex biancoceleste è tornato a parlare degli anni trascorsi a Roma: dal suo arrivo ai 16 anni fino alla prima squadra

Torna a parlare Keita Balde. L’ex biancoceleste ieri è intervenuto in una lunga diretta sui canali di Calciomercato.com. Ecco le sue parole.

LAZIO – «Appena arrivato ero al settimo cielo perché il mio nome usciva sui giornali e in tv. All’inizio è stata dura, mi allenavo già con la prima squadra ma non potevo scendere in campo. Organizzavano amichevoli per me e Tounkara che non potevamo essere tesserati. C’è stato qualche problema con il passaporto, ho anche avuto paura che saltasse tutto. L’esordio in Serie A contro il Chievo è stata una grande emozione, quando ho visto che eravamo sul 3-0 ho pensato che se non fossi entrato quel giorno non avrei più debuttato».

LOTITO – «Lotito mi ha preso a 16 anni, per me è come un padre. Una persone particolare, non semplice. Con la Lazio sta facendo un gran lavoro, ci rispettiamo e ci apprezziamo. Abbiamo discusso come padre e figlio, ma tra noi non ci sono problemi. L’Italia oggi lo considero il mio primo Paese, è quello che mi ha dato l’opportunità di diventare quello che sono oggi. In futuro mi piacerebbe tornare».

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