IL PAGELLONE del 2015 di Lazionews24

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Il 2015 si chiude e con esso anche l’anno a due facce della Lazio. Una prima parte da squadra di primo livello, poi una lenta discesa, nonostante il guizzo di San Siro nell’ultimo match prima della pausa. Un 2015 pieno di avvenimenti, positivi e non, per la squadra (terzo posto, le due finali con la Juventus, la notte di Napoli, il preliminare col Bayer Leverkusen) e per i calciatori. Alcuni si sono confermati, altri affermati. Altri ancora hanno deluso. Così come staff tecnico e dirigenza. Con la speranza di vedere nel 2016 una Lazio sempre più in alto, la redazione di Lazionews24.com vi propone il pagellone dell’annata appena conclusa. 

 

PORTIERI

Federico MARCHETTI: Il 2015 inizia con i migliori presupposti per il primo portiere biancoceleste, è anche grazie a lui e alle sue parate che la Lazio riesce infatti a conquistare il terzo posto accedendo così ai preliminari di Champions. Come tutta la rosa, alla ripresa del campionato e degli altri impegni (Supercoppa, Champions e poi Europa League) qualcosa sembra incrinatosi e anche Marchetti non ha brillato: troppi errori uniti a qualche infortunio ed ecco qua il baratro da settembre fino alla partita contro la Sampdoria dove appunto ha rimediato l’ultimo infortunio del 2015 e attualmente non rientra tra i disponibili di Pioli. Le voci di mercato sul possibile allontanamento di Federico Marchetti si fanno sempre più insistenti, complice una firma sul contratto di rinnovo con la Lazio mai arrivata, senza tralasciare che da gennaio sarà libero da vincoli contrattuali. VOTO 6 

Etrit BERISHA: Sporadiche le sue apparizioni in campionato, dà il suo contributo nel raggiungimento della finale di Coppa Italia, poi persa contro la Juventus. Dato più di una volta in partenza, è titolare in Europa, dimostrandosi un portiere altalenante, ma con davanti una difesa spesso non all’altezza. VOTO 5,5 

DIFENSORI

Abdoulay KONKO: Le uniche due presenze nel periodo fra gennaio e maggio le colleziona in Coppa Italia contro Varese e Milan, nelle gerarchie infatti è considerato dietro Basta e Cavanda. Il terzino francese si riscatta in questa prima parte di stagione, mettendo la sua esperienza al servizio della squadra quando Pioli lo chiama in causa. VOTO 6

Dusan BASTA: Anche nei momenti più bui è stato sempre tra i migliori. Un giocatore che ruba poco l’occhio ma quasi mai esce dal campo con una insufficienza. E’ stato uno degli intoccabili della Lazio di Pioli, con lui a destra sono arrivate le otto vittorie consecutive grazie alle quali si è raggiunta poi la terza posizione. Nella nuova stagione dopo aver iniziato alla grande ha avuto un leggero calo di rendimento dovuto anche alle non perfette condizioni fisiche. Con un Konko in grande ripresa il 2016 promette scintille sulla fascia destra. VOTO 6,5

Edson BRAAFHEID: E’ stata una delle sorprese più piacevoli dello scorso anno. Arrivato in punta di piedi si è conquistato subito la fiducia di un ambiente molto prevenuto nei suoi confronti. Grande 2014 per l’olandese, ma non si può dire lo stesso del 2015: con l’inizio del nuovo anno infatti il terzino è stato messo un po’ in disparte per motivi ancora non noti. Ha sostituito sempre in maniera perfetta Radu diventando per lunghi tratti il padrone della fascia sinistra. Nell’ultima parte dello scorso campionato venne rilegato in panchina per colpa del suo contratto che prevedeva un bonus alla ventesima presenza (si è fermato a 18). Ha comunque contribuito alla conquista del terzo posto e adesso chi lo sa perché è sparito dai radar di Pioli? VOTO 6

Santiago GENTILETTI: La prima parte del 2015 non è stata positiva per Santiago che è a causa della rottura del legamento crociato salta quasi tutte le gare di campionato. L’argentino torna in campo solo a maggio, ufficialmente contro la Sampdoria e 264 giorni dopo il suo infortunio parte titolare e segna il gol vittoria che regala alla Lazio tre punti d’oro per la conquista del terzo posto. La nuova stagione parte male per tutta la squadra e dunque anche per Gentiletti. Gioca 90’ nella disfatta di Pechino mentre nel preliminare di Champions entra, in entrambe le gare, a partita in corsa. In campionato patisce l’assenza di de Vrij e alterna prestazioni positive a quelle negative. VOTO 6

Bruno PEREIRINHA: Non è stato un 2015 positivo per il jolly della Lazio. A gennaio la dirigenza non riesce a cederlo e rimane per altri 6 mesi a Formello giocando appena 3 partite. A fine stagione, precisamente a luglio, rescinde il proprio contratto con la Lazio per andare in Brasile all’ Atlético Paranaense VOTO 4,5 

Stefan RADU: Alti e bassi quelli vissuti da Stefan durante il 2015. Nel finale del campionato scorso ha alternato ottime gare a prestazioni non troppo convincenti ma è innegabile che vicino a de Vrij riusciva a mettere in campo le sue qualità migliori. Per quanto riguarda questo inizio di stagione invece c’è stato in principio un calo preoccupante, il difensore ha fatto delle gare che non è esagerato definire “disastrose” tanto da essersi meritato la panchina in alcune occasioni. Nelle ultime giornate di campionato sembra però in netta ripresa. VOTO 6

Wesley HOEDT: Arriva alla corte di mister Pioli solamente a luglio dopo aver firmato un pre-contratto con la Lazio a gennaio. Sicuramente ci si aspettava di più dall’olandese, forse anche troppo, sperando di aver preso un altro difensore alla de Vrij. Le aspettative non sono state del tutto rispettate, si vede che è ancora giovane ma in alcune gare non ha offerto delle prestazioni strabilianti, complice anche l’assenza di de Vrij che ha lasciato il reparto difensivo privo del proprio leader. VOTO 5,5

Lorik CANA: Gioca solo una parte del finale di stagione 2014/2015, dovendosi fermare due volte per infortunio, oltre alla “concorrenza” di Mauricio. Unisce esperienza ed ingenuità, collezionando un numero altissimo di cartellini. Stimoli finiti in biancoceleste, a fine stagione lascia la Lazio dopo quattro anni, per tornare in Francia, al Nantes. VOTO 5

Luis Pedro CAVANDA: Di solito è il portiere ad esser considerato il 12esimo uomo (al massimo la Curva Nord!), eppure in casa Lazio spesso e volentieri è stato il “ruolo” di Cavanda nella stagione passata. Grazie alla duttilità che lo ha sempre contraddistinto, il terzino belga-angolano è potuto scendere in campo indifferentemente a destra e a sinistra dell’out difensivo di Stefano Pioli. Un’annata comunque positiva (culminata dai due assist nel 4-0 all’Empoli), forse l’unica davvero convincente nella Capitale. Il desiderio di giocare di più, tuttavia, era troppo forte, e la cessione al Trabzonspor (dove sta facendo benissimo tanto da guadagnarsi la convocazione col Belgio, ndr) una semplice conseguenza. VOTO 6

Stefan DE VRIJ: Uno dei migliori del 2015 biancoceleste. Il classe ’92 olandese ha contribuito in maniera significativa alla splendida cavalcata che ha portato la Lazio a giocarsi l’accesso ai gironi di Champions League contro il Bayer Leverkusen, collezionando prestazioni da incorniciare e guidando in modo impeccabile i suoi compagni di reparto. Difensore moderno, ottimo non solo nelle chiusure e nel gioco aereo ma anche in fase di impostazione, è la colonna della retroguardia di mister Pioli, che non rinuncia mai al suo numero 3. L’infortunio rimediato a settembre con l’Olanda nel match contro la Turchia lo ha costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico, a causa del quale non potrà tornare in campo prima della fine della stagione. Una tegola pesantissima per la Lazio, che a gennaio dovrà assolutamente intervenire sul mercato per portare a Formello un difensore con le caratteristiche simili a quelle dell’ex Feyenoord. VOTO 7,5

PATRIC: Inseguito a lungo dal ds Tare, il canterano blaugrana non ha quasi mai trovato spazio nelle gare ufficiali. Sono appena 44 i minuti disputati fin qui tra campionato, Coppa Italia ed Europa League per il terzino destro spagnolo, legato alla Lazio da un contratto fino al 2019. Una situazione veramente difficile da comprendere quella relativa al classe ’93 di Mula, superato anche da Konko nelle gerarchie di Stefano Pioli. VOTO S.V.

MAURICIO: Arriva a Gennaio per sostituire l’infortunato Gentiletti. Al fianco di De Vrij è sembrato un ottimo giocatore, quando invece si è trovato a dover far coppia con Gentiletti stesso, è parso indeciso e puntualmente in ritardo. Con il passare del tempo ha peggiorato sempre più le proprie prestazioni. Un giocatore tutta grinta ma poca intelligenza, una prima parte del 2015 sufficiente, mentre gli errori commessi nella seconda parte gli costano l’abbassamento della media. VOTO 5 

Michael CIANI: Il 3 giugno 2015, in scadenza di contratto, annuncia l’addio alla Lazio. Nella prima parte dell’anno totalizza pochissime presenze da titolare, subentrando spesso a partita in corso. Quando chiamato in causa il francese si è fatto sempre trovare pronto. VOTO 6

CENTROCAMPISTI

Lucas BIGLIA: Inizio anno da incorniciare, nel suo ruolo il ‘Principito’ è uno dei migliori in serie A. Metronomo del centrocampo biancoceleste, le capacità di lettura del gioco sono utili anche in fase di recupero. Uno dei principali artefici del terzo posto finale, svolge il ruolo di allenatore in campo e guadagna in estate la fascia di capitano dopo la partenza di Ledesma e Mauri. La stagione attuale comincia male: dei problemi al polpaccio lo obbligano a saltare la partita più attesa, il ritorno dei preliminari di Champions in casa del Bayer. La squadra non girà come inizio anno, da capitano sente la responsabilità e le lacrime al termine Lazio-Juventus ne sono la testimonianza. Le prestazioni di Biglia sono diventate discontinue, quando però è in giornata fa giocare bene anche i compagni. Arriverà il momento della rivincita. VOTO 7

Sergej MILINKOVIC-SAVIC: Da considerare come un voto di incoraggiamento. Non per colpa sua, sulle spalle del serbo grava l’onere di essere l’acquisto più costoso della campagna estiva di calciomercato. Secondo la società biancoceleste, ad agosto è considerato un rinforzo valido per la Champions League. In questi mesi il classe ’95 ha mostrato buone doti tecniche nonostante la possente stazza fisica, ma non ha inciso quanto le premesse affermavano. Le qualità non si discutono ed ha ancora ampi spazi di miglioramento. Possiede la personalità che serve per emergere, giudizio al momento sospeso. VOTO 6 

Ravel MORRISON: Il 2015 doveva essere l’anno del rilancio ma ha solo confermato la sua pessima reputazione. Il classico genio e sregolatezza, non esattamente il profilo preferito per un amante dei “soldatini” come Pioli. Nel ritiro di Auronzo si presentò bene, facendo stropicciare gli occhi a tutti gli addetti ai lavori, ma poi un infortunio alla caviglia compromise tutto. Il suo inserimento è stato difficile per colpe non solo sue, ma le tante fughe in Inghilterra non lo hanno aiutato a farsi voler bene dagli altri. Si spera in un 2016 migliore, anche perché è difficile fare peggio di così. Rimandato! VOTO 4 

Antonio CANDREVA: Per lui parlano i numeri: 13 gol 5 assist per un giocatore troppo spesso messo in discussione. Nel girone di ritorno della passata stagione è stata l’arma in più gonfiando la rete per 8 volte. Dopo il preliminare perso come tutta la squadra il suo rendimento è calato, complice un infortunio, ma adesso sembra essere lui il vero trascinatore della squadra. Alla fine del match contro l’Inter è arrivato anche l’abbraccio con Biglia che mette finalmente fine a una leggenda metropolitana che li vedeva rivali nello spogliatoio. Non serve una fascia per sentirsi capitano e Antonio lo ha capito. VOTO 7,5 

Marco PAROLO: È da incorniciare il 2015 di Parolo che diviene da subito uno dei capisaldi del centrocampo di Pioli. Protagonista indiscusso della meritata qualificazione ai preliminari di Champions il giocatore disputa, quasi sempre, ottime prestazioni che gli valgono anche la convocazione in Nazionale. Chiude la stagione 14/15 giocando, tra campionato e Coppa Italia, 42 partite e segnando 11 gol. La seconda stagione di Parolo con la maglia della Lazio parte in maniera negativa, infatti, l’eliminazione dalla Champions e la sconfitta contro la Juve in Supercoppa pregiudicano, per ora, le prestazioni del giocatore che in alcune circostanze è stato ampiamente criticato da tifosi biancocelesti. Parolo ha chiuso l’anno giocando 18 gare tra campionato, Europa League e preliminare di Champions, segnando appena 2 gol. VOTO 7

Stefano MAURI: L’ex capitano biancoceleste è stato protagonista della scorsa stagione e quindi della prima parte del 2015 culminata con il raggiungimento del terzo posto. In estate scade il suo contratto e dopo nove anni abbandona i biancocelesti, tutto cambia quando vengono chiuse le indagini della procura di Cremona per la questione calcio scommesse. Decide quindi di firmare nuovamente per la Lazio ma in questa stagione più ombre che luci, l’ex capitano non è al top della forma e non riesce con le sue giocate ad essere decisivo come alcuni mesi fa. VOTO 6

Danilo CATALDI: Inizia il 2015 esordendo in prima squadra, prima in Coppa Italia poi in campionato. Centrocampista maturo per i suoi 20 anni, convince Pioli, che lo schiera spesso titolare nella cavalcata finale, rendendolo uno dei protagonisti nel raggiungimento del terzo posto. Nella stagione in corso, risente dei problemi generali della squadra e spesso viene relegato in panchina. Negli ottavi di finale di Coppa Italia, trova la prima rete in biancoceleste, decisiva per battere l’Udinese e accedere ai quarti. Divenuto anche elemento di spicco nell’Under 21 italiana, per il giovane centrocampista romano è stato l’anno della consacrazione, con potenziali ampi margini di miglioramento. VOTO 7 

Senad LULIC: Uno dei calciatori più duttili e versatili agli ordini di Pioli, sa ricoprire bene diversi ruoli, da terzino sinistro a mezz’ala. L’inizio del 2015 è stato positivo per Senad che come tutta la squadra ha vissuto una crescita prorompente diventando un vero e proprio asso nella manica per Pioli. Diverso è il rendimento negli ultimi mesi dell’anno: poca continuità, troppi errori e poca inventiva, a tratti addirittura poca voglia di essere in campo. Ha ricoperto più volte il ruolo di terzino sinistro sostituendo Radu e ha reso molto meglio lì piuttosto che nel ruolo di mezz’ala, nel quale a volte sembrava a disagio . Un giocatore che vuole rimanere a Roma che ha voglia di riscattarsi e di fare bene con quella maglia. Il suo 2015 si è chiuso già da un mese per colpa di un infortunio: il numero 19 ha infatti rischiato di dover amputare il dito di una mano per un incidente in palestra nel corso dell’allenamento. Scongiurata l’amputazione è tornato da poco ad allenarsi con il gruppo, pronto per ripartire al meglio nel 2016. VOTO 6

 

Felipe ANDERSON: A gennaio 2015 era al livello dell’amico Neymar, infermabile per qualsiasi squadra. Poi un infortunio nel derby che lo ha tenuto fuori un mese proprio sul più bello. Ma il rientro è ancor più brillante: Felipe segna, sforna assist e incanta fino ad aprile, guadagnandosi di diritto e con pieni meriti il “premio” di sorpresa della Serie A. Poi un calo sul finale di stagione: stanchezza, penserà qualcuno. In realtà poi FA10 non riuscirà, nella stagione in corso, a confermare quello che di buono aveva fatto quando aveva il 7 sulle spalle. Qualche magia arriverà lo stesso, come il gol fantastico al Genoa, la doppietta al Toro e la traversa da 30 metri nel derby, ma resta comunque troppo poco. Da uno come lui ci si aspetta di più. E per rivedere la miglior Lazio, c’è bisogno del miglior FA10. Pardon, FA7. VOTO 6,5

 

Honorato EDERSON: Quando gli viene detto di essere un po’ troppo fragile non ci sta, però i numeri parlano chiarissimo. L’esperienza biancoceleste di Ederson è stata un autentico flop. Un giudizio del 2015 è praticamente impossibile da fornire. Honorato ha deciso così di salutare la Capitale e di ripartire dal “suo” Brasile, sperando che la fortuna, stavolta, non gli giri le spalle. Ah, a proposito: attualmente è infortunato. VOTO 4

Ogenyi Eddy ONAZI: Anno tutto sommato positivo per il centrocampista nigeriano, impreziosito dal gol del 3-2 nello ‘spareggio Champions’ del San Paolo che manda la Lazio ai preliminari della massima competizione europea dopo otto anni. Bene con Biglia al suo fianco, fa più fatica invece quando deve agire in cabina di regia al posto dell’argentino, anche se l’impegno e la corsa non mancano mai. Il 5 novembre, in occasione della partita di Europa League contro il Rosenborg, festeggia la 100° presenza con la maglia biancoceleste. VOTO 6

Cristian LEDESMA: Il 2015 è stato l’anno del suo addio, dopo nove natali fatti di sacrifici e amore, Cristian è costretto a lasciare la compagine biancoceleste. Ha giocato molto poco nei suoi ultimi mesi di permanenza, complice anche l’esplosione del suo collega in regia Lucas Biglia. Come laziale di sicuro meriterebbe un voto eccellente. Perchè si sa, quando le cose si fanno con il cuore vengono sempre bene. VOTO 6

ATTACCANTI

Brayan PEREA: Torna anzitempo dal prestito a Perugia durante il mercato di riparazione. Il colombiano è richiamato per sopperire al grave infortunio di Djordjevic e acquista la nomina di ‘vice Klose’. Tuttavia non è mai incisivo e ottiene solamente 5 spezzoni finali di match. VOTO 5

 

Ricardo KISHNA: Classe ’95, Ricardo è arrivato dall’Ajax nel corso del mercato estivo. È un giovane di buone speranze, e attualmente è una valida alternativa a Felipe Anderson e Candreva. Ha esordito in Serie A contro il Bologna, alla prima di campionato, segnando anche la sua prima rete ufficiale con la maglia delle Aquile. Fino a questo momento sono 13 le presenze del giocatore olandese che tra campionato ed Europa ha convinto mister Pioli. Vista la sua giovane età la dirigenza della Lazio si aspetta ancora molto da lui, magari già dal 2016. VOTO 6,5

Chris OIKONOMIDIS: Il gioiello della Primavera di Simone Inzaghi dopo la bella stagione culminata con la vittoria della Coppa Italia contro la Roma in estate è stato aggregato alla prima squadra. Poco spazio in questo inizio di stagione per il centrocampista australiano che ha tanta concorrenza davanti, quando però il mister ha deciso di schierarlo si è fatto subito trovare pronto. Fa il suo esordio assoluto in Europa il 10 dicembre 2015 nella gara contro il Saint-Étienne. Sicuramente un giovane di grandi prospettive, deve solo attendere il suo momento. VOTO 6

KEITA Balde Diao: Il finale di stagione che porta al terzo posto in campionato lo vede solo sei volte tra i titolari. Non rientra tra le preferenze di Pioli e il suo talento rimane tante volte in panchina. In estate la sua cessione pare vicina, prima che il senegalese si renda decisivo nel preliminare d’andata contro il Leverkusen. Torna titolare a inizio campionato con alcune buone prestazioni, ma la crisi generale della squadra lo riporta nelle retrovie. Nel periodo più buio, è comunque tra i giocatori che mettono più “sale”. VOTO 6

Miroslav KLOSE: Se non fosse per i primi mesi positivi dell’anno la prestazione del campione tedesco potrebbe essere considerata a tratti insufficiente, un anno non conforme alle sue qualità, alla sua classe. Quest’anno ha raggiunto le 100 partite con la maglia della Lazio arrivando al traguardo delle 50 reti in biancoceleste ed ha eguagliato Simone Inzaghi, al decimo posto, come calciatore ad aver segnato più gol con la maglia della Lazio. A giugno ha rinnovato il suo contratto per un altro anno ma proprio non parte bene l’avventura del tedesco, ancora a secco di gol. Tra infortuni e pochi risultati il panzer non è riuscito ad essere incisivo, ad essere quel quid in più che ha portato la Lazio ad alti livelli, manca il suo carisma ed è stato inevitabile che nelle gerarchie di Pioli passasse in secondo piano, dando spazio a Djordjevic e a Matri. VOTO 6 

Alessandro MATRI: Arrivato in prestito dal Milan come ‘punta di scorta’, Alessandro Matri ha sorpreso tutti. Miglior attaccante nella rosa laziale per il rapporto gol-minuti giocati (6 in 415′), ha contribuito alla permanenza di Pioli sulla panchina biancoceleste grazie alle reti messe a segno a dicembre nel giro di quattro giorni contro Sampdoria (in campionato) e Udinese (in Tim Cup). La Juventus lo rivorrebbe a gennaio ma Matri non si muoverà da Roma: è previsto nei prossimi mesi un incontro con la dirigenza del Milan per l’acquisizione a titolo definitivo del suo cartellino. VOTO 7 

Filip DJORDJEVIC: Il 24 gennaio 2015, in occasione della partita casalinga contro il Milan, subisce un trauma distorsivo alla caviglia, un infortunio che lo terrà fuori per quasi tutta la prima parte dell’anno. Torna in campo solo per le ultime 3 partite mettendo a segno un gol nel derby alla penultima giornata. Ha iniziato questa stagione in maniera abbastanza positiva, soprattutto in Europa League, dove il serbo è riuscito a segnare 3 gol in 3 partite disputate. Forse la troppa concorrenza non gli permette di dare il massimo, ma Pioli e la Lazio credono molto in Filip. Per la grinta che mette in campo raggiunge tranquillamente la sufficienza. VOTO 6

ALLENATORE

Stefano PIOLI: Il giudizio del 2015 della Lazio va pari passo con quello del suo allenatore: la prima parte di stagione è da incorniciare, la seconda decisamente meno. Prima conquista la Champions League, la doppia finale con la Juventus, oltre che un meritato rinnovo di contratto. Poi però, in pochi mesi, la Lazio rovina tutto, perdendo il doppio scontro coi bianconeri e soprattutto il preliminare col Bayer Leverkusen. Una batosta che ha probabilmente segnato in anticipo la stagione della Lazio, risultata col passare delle settimane (anche per colpa di alcuni infortuni in ruoli chiave), sempre più fragile. La vittoria di San Siro contro l’Inter all’ultima curva dell’anno ha però ridato un briciolo di sicurezza e tranquillità in più. Senza dimenticare la Coppa Italia e l’Europa League, due competizioni ancora tutte da giocare. La stagione non è affatto finita qua, avanti. VOTO 6

SOCIETA’

Claudio LOTITO: Il voto per il 2015 del patron biancoceleste non può che essere ampiamente sotto la sufficienza. Con il raggiungimento del preliminare di Champions League ha avuto l’occasione di tirare fuori la Lazio da oltre un decennio d’anonimato, e contestualmente, di riavvicinarsi ancora di più ad una tifoseria che non l’ha mai amato. Purtroppo per lui e per tutto l’ambiente biancoceleste, è ricaduto negli errori di sempre, comportandosi da ‘braccino’ e attendendo l’esito del preliminare per investire ulteriormente su una squadra “difficilmente migliorarbile” (parole sue). Il risultato di queste scelte è stato a dir poco disastroso: fase a gironi di Champions sfumata e girone d’andata di Serie A fallimentare con stagione quasi compromessa. In un colpo solo ha dovuto rinunciare agli oltre 30 milioni di proventi derivanti dai diritti tv e all’appoggio della tifoseria, già inviperita per la divisione delle curve (basti pensare che la Lazio ha il 36% di spettatori in meno rispetto alla passata stagione). Errare è umano, perseverare è diabolico: quando imparerà dai suoi errori? VOTO 4

Igli TARE: In passato al preparatissimo direttore sportivo albanese sono stati ampiamente riconosciuti i meriti di aver scovato e valorizzato talenti rimasti nell’anonimato fino alla sua intuizione, e per aver sempre condotto delle operazioni intelligenti riducendo al minimo i costi. Alla chiusura del mercato estivo precedente all’inizio della stagione in corso, tuttavia, Tare ha portato a Formello soltanto 3 giovani come Milinkovic, Patric e Morrison. Di questi tre, soltanto il serbo si è visto con una certa continuità, gli altri due ‘spacciati’ per rinforzo, hanno ampiamente riscaldato la panchina disputando pochissimi spezzoni di partita (per Patric, escluso addirittura dalla lista UEFA, i minuti in campionato sono solo 44′). Un’altra operazione inspiegabile è il rinnovo contrattuale di Braafheid che in questa stagione non è sceso in campo neanche per un minuto. La Lazio adesso necessita di un nuovo intervento sul mercato per riparare le falle difensive: la speranza è che Tare non vi rimedi con un altro acquisto alla Mauricio, dimostratosi fino ad ora un vero e proprio flop. VOTO 4,5 

Stefano DE MARTINO: Il mondo Lazio negli ultimi anni non ha di certo brillato per apertura nei confronti dei media e dei tifosi. Conoscere le dinamiche di Formello è da sempre un lavoro per segugi. Ci sono sicuramente due questioni che potevano essere gestite meglio: la prima è quella della radio, la cui frequenza originale è stata poi rilevata dalla Roma, la seconda è quella relativa alla negata trasmissione in chiaro per i possessori dei pacchetti calcio e sport su Sky, come hanno fatto Juventus e Roma. Una cosa che se fosse avvenuta avrebbe potuto avvicinare i tifosi alla squadra, piuttosto che allontanarli. Dette le cose che potevano essere fatte meglio, è giusto sottolineare anche quelle positive, come il restyling del sito ufficiale: l’aggiunta delle notizie giornaliere e l’integrazione dei canali social dei calciatori sono da ritenersi importanti. La reputazione e la percezione positiva di un brand, nello specifico quello della Lazio, passano soprattutto per il web. Nel 2016 la sfida dev’essere quella di valorizzare sempre più la fanbase biancoceleste all’estero, visto che la squadra è molto seguita in estremo oriente. VOTO 6 


Marco Giuliani, Rocco Fabio Musolino, Andrea Coppini, Marco Da Pozzo, Gianmarco Liberati, Valerio Mancini, Francesco Saverio Petito, Luca Palmieri, Alessandra Reatini e Jessica Reatini – Lazionews24.com.