FOCUS – Resettare e ripartire: Inzaghi deve ricompattare subito lo spogliatoio

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Più che una partita di calcio, quella tra Lazio e Roma è sembrata essere più simile ad uno scontro tra gladiatori. Per larghi tratti dell’incontro, si è avuta l’impressione di trovarsi più al Colosseo che all’Olimpico ed i ventidue calciatori in campo se le sono suonate di santa ragione, anche a causa dell’incerto arbitraggio del livornese Banti che con alcune decisioni discutibili, ha contribuito a riscaldare un clima che era già diventato rovente durante l’arco della settimana con dichiarazioni pronunciate da una parte e dall’altra, divenute con il trascorrere dei giorni, ben più affilate più di un rasoio. Di calcio, si è visto dunque ben poco; una buona partenza della Lazio che lasciava presagire fuochi di artificio e poi nulla fino a quando le due squadre, si sono cominciate ad allungare nel secondo tempo. La contesa si è decisa sulle corsie laterali dove i due allenatori hanno dato vita ad una vera e propria partita a scacchi; l’ha vinta Spalletti che con due mosse ragionate, ha mangiato i due cavalli avversari (Keita ed Anderson)già pronti a galoppare per creare scompiglio nelle praterie avversarie. Ha pagato, e tanto, la scelta di rinforzare il centrocampo e di rinunciare ad un esterno offensivo per andare a limitare i punti di forza del gioco biancoceleste. Per Emerson, Peres e Perotti è stato dunque più semplice del previsto, grazie al preziosissimo apporto in fase di contenimento di Nainggolan e Strootmann, isolare e chiudere in una morsa il brasiliano ed il senegalese i quali, costretti anche a ripiegare per dare una mano a Basta e Lulic, non si sono praticamente quasi mai vistinell’area di rigore giallorossal. Le palle goal, sono di conseguenza arrivate con il contagocce e l’inesauribile movimento di Immobile per provare ad aprire varchi per i compagni è risultato dunque vano. Se a tutto ciò si aggiungono poi le due gravissime topiche di Wallace e Marchetti, il black-Sunday ha avuto l’epilogo che tutti noi conosciamo. Non possiamo dire con certezza direse, senza questi due decisivi errori, la partita sarebbe finita con un pareggio. Molto probabilmente si, visto e considerato che anche la Roma, se si escludono le due grosse palle goal capitate sulla testa di Dzeko, non aveva dato l’impressione di poterla fare propria. In ogni caso, è inutile piangere sul latte versato; Inzaghi ed i suoi ragazzi non possono rischiare di vanificare tutto quanto costruito sin qui con tanto sacrificio e lavoro, non debbono commettere l’errore di farsi risucchiare dal vortice di polemiche e dagli strascichi che ha lasciato dietro di sé la stracittadina. Ora, più che mai, bisogna compattarsi per riprendere il sentiero imboccato con profitto dall’inizio della stagione. Il campionato è ancora lungo e questa squadra ha dimostrato di avere i mezzi per poterlo fare…

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