Farris: «Ingiusta l’espulsione di Inzaghi. Pioli? Mi ha insegnato molto sia come persona che come tecnico»

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Ll’ombra di Simone Inzaghi in Primavera, Massimiliano Farris è cresciuto molto durante l’esperienza alla Lazio. Ora è rimasto il secondo di Inzaghino anche nella prima squadra. Il vice allenatore è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, dove ha parlato della sua carriera e non solo.

 

Gli albori – Sono partito presto da Milano, città dove sono nato. A 16 anni ero già andato via, infatti non mi sento milanese. Ho seguito il classico iter dei settori giovanili, fui scartato dall’Inter e poi sono passato professionista alla Pro Vercelli. E alla fine andai al Torino in A”.

 

La carriera – “Ho avuto una carriera bella e fortunata. Negli ultimi anni ci sono state delle situazioni che oggi sono all’ordine del giorno. Tante società erano in difficoltà, a Viterbo i tifosi fecero colletta per pagarci trasferte e altro. Vincemmo il campionato, ma niente promozione perché non c’erano soldi per iscriverci alla categoria superiorore. Con Inzaghi e con la Lazio è cambiato tutto, mi sono trovato in uno dei settori giovanili migliori d’Italia”.

 

La Lazio – “Sono convinto che i ragazzi della Primavera riusciranno a centrare le Final Eight. Domenica, quando ho allenato la Lazio con Simone espulso, è stata una grande emozione per me. Mi sono tolto il giaccone, la pressione era altissima dentro di me. Tra l’altro, l’espulsione è stata inutile. C’era rabbia per il giallo di Keita, la partita non era cattiva. Simone è una persona educata, mai sopra le righe. Ma alla fine meglio (ride, ndr), mi sono gustato il momento”.

 

Fotoricordo – “Pubblicai sui social una fotografia alla quale sono molto legato. E’ stata scattata in occasione di un’amichevole, Fiorenzuola-Inter. Siamo immortalati Luca Toni ed io. Lui era all’inizio della sua carriera. Io, invece, non ero proprio al tramonto, ma più delle ambizioni contava la sicurezza economica. Nell’immagine c’è anche Stefano Pioli: una persona fantastica, lo era come compagno di squadra e poi lo è stato come superiore. Con Inzaghi abbiamo sempre preso spunto, sia come persona che come tecnico. Poi, il protagonista di questa foto è Ronaldo. Quando postai l’immagine, notando tutti questi personaggi illustri, la battuta era scontata: chi è l’intruso?”.