ESCLUSIVA – Graziani: «Lazio macchina perfetta. Lotito? Forse vive sulla Luna…»

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In esclusiva ai microfoni di Lazionews24.com, le parole di Ciccio Graziani: dalla stagione della Lazio all’analisi del momento storico che stiamo vivendo

La diatriba Lotito-Agnelli, la ripresa del campionato, la stagione eccezionale della Lazio: di questo e tanto altro ha parlato con noi l’ex giocatore Ciccio Graziani. Ecco le sue parole, in esclusiva per i nostri microfoni:

Partiamo dal momento che stiamo vivendo: l’emergenza Coronavirus ha paralizzato l’Italia e non solo, anche il mondo dello sport ne è rimasto travolto. Che ripercussioni avrà questo frangente storico sia nel calcio che nella vita di tutti i giorni?

«Adesso non possiamo sapere quello che potrà succedere. Tutto dipenderà dall’evoluzione di questa pandemia, tutti noi ci auguriamo che anche il campionato – seppur con tempi diversi – possa riprendere. Speriamo che tra la fine di maggio e i primi di giugno possano esserci i presupposti per ricominciare e portarlo a termine. Sarebbe bello, perchè significherebbe che stiamo tornando alla normalità. Sono molto più scettico per quanto concerne la Champions e l’Europa League: ho l’impressione che non si riprenderanno. Mi auguro però che almeno la Serie A possa concludersi, per poter dare tutti i verdetti e i risultati di questa stagione».

E nella diatriba tra Lotito ed Agnelli, dalla parte di chi si schiera?

«Io a Lotito voglio bene, ne voglio anche a De Laurentiis, ma ho l’impressione che questi due presidenti vivano sulla Luna o su Marte. Non si rendono conto di quello che sta succedendo in Italia, di quelle che sono – purtroppo – le tante vittime di questo maledetto virus e le problematiche che il paese sta attraversando. La salute delle persone va prima di tutto, poi si potrà vedere se ci sono i presupposti e gli spiragli per portare a termine questo campionato. Noi siamo tutti fiduciosi, ma le cose devono migliorare in modo netto e veloce. Gli appelli di Lotito e qualcun altro a voler riprendere il prima possibile non li capisco. Aspettiamo i prossimi giorni per poi capire se si può ricominciare o concludere così».

E se non si potesse giocare, quale sarebbe la conclusione ottimale per questa stagione?

«I playoff implicherebbero anche i playout per capire chi deve arrivare in Serie A e in Serie B. Io mi auguro, ripreto, che la stagione possa riprendere a tutti i livelli per avere i verdetti in maniera automatica. Mettere d’accordo tutti non sarebbe facile e, nella peggiore delle ipotesi, dovremmo non assegnare alcun titolo, rimanendo così come siamo. Ci vuole tanto buon senso e tanta disponibilità da parte di tutti. Io spero che si possano mettere seduti attorno ad un tavolo e trovare una soluzione equa. La cosa più bella sarebbe finire almeno i tre campionati importanti (Serie A, Serie B e Serie C, ndr), anche perchè significherebbe esser tornati alla normalità».

Secondo lei, il presidente Lotito sta spingendo così tanto perchè la Lazio è effettivamente in corsa per la lotta Scudetto o anche per garantire il massimo della trasparenza a questo campionato?

«Io credo che stia spingendo molto anche perchè si rende conto che questo può essere un anno speciale davvero, sia per come stava giocando la squadra che quel pizzico di fortuna che la stava accompagnando. Chiaramente non deve far dimenticare la situazione che stiamo vivendo, la vita di ognuno va oltre ogni situazione sportiva. Ci sono tante altre discipline con le stesse difficoltà».

Avrebbe mai immaginato una Lazio così competitiva quest’anno?

«No, sinceramente mi ha stupito. Insieme all’Atalanta è la squadra che gioca il miglior calcio e diverte di più, ma così competitiva non l’avrei mai immaginata. Sicuramente l’avrei messa a competere insieme alla Roma, all’Inter o al Napoli per giocarsi un posto in Champions, ma non me la sarei mai aspettata in lotta per lo Scudetto. È andata oltre ogni più rosea previsione».

Qual è il segreto di questa Lazio? Si è parlato tanto anche di fortuna…

«La fortuna dà una mano ogni tanto, ma mai come quest’anno la Lazio è una macchina perfetta. Evidentemente tutti gli ingranaggi funzionano a meraviglia, a differenza degli anni scorsi, quando era comunque competitiva ma non con questa continuità. Quest’anno sta facendo cose bellissime, credo sia l’anno più bello in assoluto: è un lavoro di gruppo, tra società, giocatori e tecnici».

Questa sintonia potrà ritrovarsi anche il prossimo anno?

«È un punto interrogativo, non sempre quello che si vede l’anno prima poi si rivede il successivo. Certo è che questo stop, per come stavano andando le cose, non ci voleva alla Lazio. Bisogna vedere alla ripresa se la squadra sarà in grado di mantenere questo ritmo».