De Vrij, convocato a Cagliari ma resterà a riposo. E domani è atteso dall’antidoping…

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Un momento particolare per Stefan de Vrij: l’olandese non dovrebbe scendere in campo a Cagliari e domani è anche fissato l’incontro con l’antidoping

Pochi dubbi per il futuro di Stefan de Vrij: l’olandese a fine stagione lascerà la Lazio e molto probabilmente firmerà con l’Inter. Intanto ci sono ancora da onorare molte partite con la casacca biancoceleste. Questo però è un momento particolare per de Vrij, visto che oltre al mancato rinnovo con la Lazio, ora è anche sotto controllo dall’antidoping. Il difensore olandese, molto probabilmente, non scenderà in campo contro il Cagliari (pronto Luiz Felipe). Inzaghi lo vorrebbe tenere a riposo in vista del match di giovedì prossimo con la Dinamo Kiev. Si tratterebbe solo di una scelta tecnica del mister biancoceleste e la decisione non sarebbe legata alla chiamata dall’antidoping. Come riporta Il Corriere dello Sport, l’olandese è atteso dalla Nado Italia (l’ufficio da cui ora dipende la Procura Antidoping).

CHIAMATA “INCERTA” – Dovrebbe trattarsi di “chiarimenti” che de Vrij dovrà rendere in seguito ai controlli eseguiti il 19 febbraio dopo la partita con il Verona. L’audizione di venerdì è saltata perché de Vrij vuole essere accompagnato dal suo avvocato olandese, che raggiungerà Roma in queste ore. Secondo la versione della Lazio, si tratterebbe di un vizio procedurale (avrebbe firmato i documenti solo della prima e non della seconda provetta del controllo delle urine) e domani dovrebbe essere il giorno del confronto con Pierfilippo Laviani, il capo della Procura che lo ha convocato e non ha voluto ascoltare i medici (Maggio e Razzano) inviati dal club biancoceleste venerdì al Foro Italico. Nado Italia procede con estrema riservatezza e non è tenuta a specificare il motivo dell’audizione. Venerdì circolavano anche indiscrezioni legate alla possibile assunzione di cortisone o di sostanze che possono essere somministrate attraverso l’autorizzazione (dall’apposita commissione) per fini terapeutici, ma non sono state trovate conferme e come fanno notare gli esperti in materia non è stata comunicata positività al controllo (come nel caso di Joao Pedro). Altra anomalia, sottolineano, riguarda la procedura perché non era mai accaduto che venisse direttamente convocato un giocatore ma la Procura, da ormai due anni, non dipende più dal Coni.

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