Calori: «Lazio, devi costruire il tuo futuro su Biglia, de Vrij e Keita. Guerrieri? Ha grandi prospettive ma…»

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Sulle frequenze di Elleradio, all’interno della trasmissione “Laziali On Air” , è intervenuto l’attuale allenatore del Trapani, Alessandro Calori.

Che ambiente hai trovato a Trapani, dove c’è un ragazzo al quale i laziali sono molto affezionati come Guido Guerrieri?

«Il Trapani, dopo aver scalato i campionati dalla Promozione fino alla Serie A, ha avuto una caduta che ha portato la squadra ad essere ultima in classifica. Però c’è molta disponibilità da parte di tutti e un presidente che è molto vicino alla squadra, un gentiluomo vecchio stampo. Guerrieri lo seguivo dai tempi della Primavera della Lazio, ha sicuramente grandi prospettive, ma ritrovarsi così giovani immersi in una situazione di grande difficoltà può condizionare il rendimento. Tuttavia sono passaggi che possono essere utilissimi in una carriera, superare delusioni per capire come funziona il professionismo. E’ normale che le critiche possono averlo messo in difficoltà, ma il ragazzo sta capendo la situazione, ha una grande professionalità e una grande voglia di lavorare».

Oggi parte ufficialmente il calciomercato, molte squadre hanno già piazzato i primi colpi. La Lazio di cosa ha bisogno per restare al passo delle squadre d’alta classifica?

L’organico della Lazio è sicuramente giovane, ma ricco di potenzialità. Milinkovic-Savic può diventare uno dei più forti centrocampisti in circolazione, così come Keita, Felipe Anderson e De Vrij hanno ancora margini di miglioramento molto ampi. Alla Lazio per migliorare davvero servirebbe un fuoriclasse, difficile da reperire sul mercato, visto che in giro non ce ne sono molti. Farei fatica a individuare qualcuno che possa portare davvero un valore aggiunto alla rosa biancoceleste, senza considerare che la concorrenza cinese può essere capace di sparigliare le carte ad ogni trattativa.

Ci sono però dei ruoli in cui le alternative scarseggiano, con Immobile ad esempio che deve tirare avanti da solo da inizio stagione. Si parla di Paloschi, Giaccherini ed El Ghazi…

«Paloschi vede la porta come pochi, secondo me tra l’altro è ancora giovane e può dare una mano in fase di finalizzazione. Giaccherini sarebbe più utile sugli esterni e conosce bene il campionato italiano, il che lo renderebbe più utile di un giocatore come El Ghazi che andrebbe inserito in fretta e furia in una realtà completamente diversa da quella olandese. Al mercato di gennaio credo poco, è difficile trovare elementi già collaudati da inserire nella propria rosa, spesso ci si rivolge a giocatori che scendono poco in campo da altre parti oppure sono scontenti».

Su Simone Inzaghi: «E’ un ragazzo che gravita da tanti anni nell’orbita Lazio. Servono persone in grado di conoscere l’ambiente e sapere dove mettere le mani. E’ stato bravo a gestire un organico di ragazzi giovani, ma già con un’esperienza notevole sul campo alle spalle. La crescita degli elementi della rosa laziale è evidente e Inzaghi si è trovato a gestire un’ottima rosa. E’ stato bravo ad entrare nello spogliatoio e a riuscire a trasmettere le sue idee, gli va fatto sicuramente un plauso». Il campionato riprenderà contro il Crotone con molte defezioni. Cosa dovrà fare Inzaghi in questa settimana e che Lazio ti aspetti domenica? «La ripresa è sempre difficile per le squadre più blasonate, non si sa mai se si arriva con un po’ di ruggine. Un allenatore lavora sulle motivazioni da offrire ai propri ragazzi, certo chi lotta per salvarsi è sempre più pronto, dal punto di vista dell’approccio, rispetto a chi si trova in alta classifica. La differenza tecnica però è notevole. L’allenatore in questo momento deve agire a livello psicologico, enfatizzando l’importanza della ripartenza e assicurandosi che l’approccio alla partita sia ottimale».

Per sostituire gli assenti, meglio Djordjevic o gli esterni come Kishna e Luis Alberto che hanno però giocato poco finora?

«Inzaghi ama spesso variare, non ha un modulo fisso ed è sempre attento agli avversari e alle loro caratteristiche. Sono convinto che anche questa volta saprà studiare bene il Crotone e adatterà il modulo alle caratteristiche della squadra da affrontare, soprattutto osservando come i calabresi si sono comportati fin qui nelle partite esterne. Da quello nascerà la formazione con i giocatori che il tecnico ha a disposizione».

Biglia, De Vrij e Keita stanno vivendo una complicata fase che dovrebbe portare al rinnovo del loro contratto. Come potrebbero risolversi queste situazioni?

«Una squadra si basa su un asse centrale, dal portiere al centrale di difesa, al playmaker e alla punta. Si tratta dunque di tre pedine fondamentali nello scacchiere tattico della Lazio. E’ chiaro che di fronte a una proposta importante qualunque società vacillerebbe, ma si tratta di tre giocatori che rappresentano ruoli chiave e nei ruoli chiave bisogna muoversi con grande cautela perché trovare sostituti all’altezza è difficile. Si tratta di giocatori che rappresentano tre potenziali pilastri nel futuro della Lazio».

Un pronostico sulle prime quattro squadre del campionato?

«La Juventus è la squadra che ha più possibilità di vincere, Napoli e Roma le vedo in lotta per il secondo posto, con Lazio e Milan subito dietro. L’Inter di Pioli ha tanto da recuperare, anche facendo un filotto di vittorie dovrebbe ritrovare l’equilibrio che per i nerazzurri, non certo per colpa del tecnico, sta mancando nell’ultimo periodo».