Lazio, Berrettoni: «Hanno tutte le carte in regola per lo Scudetto»

© foto Db Roma 11/01/2020 - campionato di calcio serie A / Lazio-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ciro Immobile-Senad Lulic-Simone Inzaghi

L’ex attaccante della Lazio, nel giorno del suo 39esimo compleanno, racconta la sua esperienza in biancoceleste

Emanuele Berrettoni oggi compie 39 anni, ma quando ne aveva 20 debuttava in Champions League con la maglia della Lazio.

Ai microfoni dell’Agenzia Ufficiale biancoceleste, ha raccontato la sue esperienza laziale e le similitudini con la rosa di Inzaghi: «E’ passata un’eternità. Sono stati venti anni di carriera belli ed intensi, fatti di tappe importanti. Con molti sacrifici e un po’ di fortuna sono riuscito a realizzare il mio sogno da bambino. Ho avuto anche l’opportunità di giocare in una delle Lazio più forti di sempre, vivendo quell’esperienza con l’incoscienza di un giovane per evitare di farmi mangiare dalla pressione. Ho avuto l’onore di potermi allenare con tanti campioni, mi hanno fatto crescere. C’erano tanti leader in quella squadra, ogni giorno imparavo qualcosa. Soprattutto da Nesta e Favalli: sono stati fondamentali, li ringrazierò per sempre. Lazio in lotta per lo Scudetto? Assolutamente sì. Non ho mai avuto dubbi, lo dicevo da dicembre e molti mi prendevano per matto. La Lazio ha tutte le carte in regola, ti trascina a livello emotivo. C’è l’alchimia giusta tra allenatore, squadra, Società e tifosi. Grazie a questi fattori, nessun ostacolo è irraggiungibile. Venti anni fa non avrei mai immaginato Simone in versione allenatore, è stato una piacevole sorpresa. Si è meritato tutto questo con la gavetta ed il duro lavoro. Bravo Lotito a confermarlo dopo le sue prime sette partite. Inzaghi ha fatto capire alla squadra cosa vuol dire giocare nella Lazio. Come analogia tra passato e presente dico proprio Inzaghi. Per il resto sono due squadre diverse, costruite con budget e tempi differenti. Questa è partita da lontano ed ha aggiunto ogni anno un nuovo tassello, migliorando sempre di più. Adesso ha grandi calciatori come Luis Alberto, Milinkovic e Immobile, ma merita una menzione speciale Caicedo: Felipe è sempre decisivo, sia partendo titolare che dalla panchina. Certo che seguo la squadra di Menichini, prima dello stop forzato stava attraversando un buon momento. Ha molti calciatori interessanti, serve però pazienza. Il salto dalla Primavera alla prima squadra è diventato più difficile rispetto ai miei tempi, adesso con promozioni e retrocessioni il livello del campionato si è alzato notevolmente. Assolutamente favorevole alla ripresa. Bisogna ripartire, spero che il protocollo venga modificato e reso più flessibile. Andrebbe seguito il modello tedesco, che ci sta dimostrando quanto sia valido. Il lungo stop inciderà soprattutto sulla reattività dei calciatori, servirà una preparazione intelligente per riprendere subito la forma migliore».

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