On this day, gli ex frenano la Lazio nella corsa al secondo posto

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On this day, è il 3 maggio del 2015 e la Lazio è sul campo dell’Atalanta per riprendersi il secondo posto: Reja guida i nerazzurri

Atalanta e Lazio. Reja e Pioli. Passato e presente. I biancocelesti rincorrono il secondo posto, ma all’appello mancano i migliori: Ledesma, de Vrij, Biglia e Klose, assenze troppo pesanti per un campo ostico come quello di Bergamo. Il caro Edy accoglie i suoi vecchi ragazzi con abbracci e sorrisi, un palliativo prima di scatenare la sua nuova formazione e rimettere in campo quel calcio che da sempre lo contraddistingue: rude, ma terribilemente funzionale.

La Lazio paga le conoscenze del vecchio allenatore, che ne ricorda a memoria i punti di forza, così come le debolezze: sa dove colpire, come e quando farlo.
Complice qualche disattenzione di troppo, la squadra capitolina scopre ben presto il fianco all’incursione nerazzurra che concretizza il vantaggio con un’incornata di un altro ex, Giuseppe Biava, fatale la marcatura sbagliata di Mauricio, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una rete senza esultanza, quella del difensore, perchè il passato non si dimentica ma si onora.
Vani poi i tentativi di Felipe Anderson e Keita di rianimare la squadra: i ritmi sono bassi, il centrocampo soffre il tecnicismo adottato da Reja e il pressing di D’Alessandro e Gomez.

I ragazzi di Pioli si svegliano dal torpore solo nel secondo tempo, una consapevolezza ritrovata insieme alla voglia di non lasciare lo stadio a mano vuote, senza punti. A prendere per mano la Lazio, allora, è Marco Parolo che al 78′ riesce a concretizzare una delle tante occasioni con una mezza rovesciata che sorprende Sportiello.

Al 90′, un pari stiracchiato assegna un punto a testa e qualche certezza in più: la macchina di Pioli è perfetta solamente con tutti gli ingranaggi al loro posto; la regola dell’ex, con la Lazio in campo, vale sempre…

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