L’ANALISI DEL GIORNO DOPO – Un’altra finale nella coppa…. della Lazio

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L’analisi della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Milan e Lazio, vinta dai biancocelesti che sono approdati in finale grazie alla rete di Correa

Tre finali in tre anni di gestione Inzaghi. Per spazzare via un periodo nerissimo, basterebbe questo dato che sa di sentenza. Alle critiche si risponde in un solo modo: facendo parlare il campo. La Lazio lì c’è sempre! Con tanti limiti e in un’annata in cui niente è andato per il verso giusto, ci andremo a giocare un’altra finale nel nostro stadio. Troppi blackout in campionato ci costringono a guardare le rivali dal basso. E se da una parte c’è la soddisfazione per la qualificazione centrata, dall’altra subentra l’amarezza constatando per l’ennesima volta, la pochezza di questo Milan. Un vero e proprio massacro, sulla falsariga dei tre precedenti stagionali. Bravi a mantenere la calma e a trasformare le provocazioni ricevute in semplice rabbia agonistica. Stasera serviva la bava alla bocca e c’è stata.

DOMINATI – La Lazio non rinuncia mai a fare la partita, ma nelle precedenti uscite a San Siro contro Milan e Inter, l’atteggiamento era stato molto più attendista. Ieri così non è stato; dopo una prima fase di studio, i biancocelesti hanno preso in mano la gara, decidendo cosa fare dell’avversario. Nel finale di primo tempo sono arrivate le prime occasioni nitide, a cui è seguito un inizio ripresa altrettanto schiacciante. Il problema ricorrente in questa annata è sempre lo stesso: la Lazio produce tanto, ma concretizza poco. Poi finalmente il gol qualificazione del Tucu, arrivato al termine di un’azione in perfetto stile Lazio. Il contropiede è partito da azione di calcio d’angolo avversario con quattro laziali partiti a tutta velocità verso l’area avversaria. Lulic la riconquista e serve Immobile che si accentra lasciando la corsia a Correa, nel frattempo sono fondamentali gli scatti da centometristi di Acerbi e Luis Alberto, così da creare superiorità numerica e costringere i difensori del Milan a non raddoppiare sul Tucu. Da lì in poi, il leitmotiv della partita non è cambiato, anzi la Lazio non ha mai tolto le mani dalla partita. Nel finale con l’entrata di Badelj, si è evidenziata ancor di più una netta differenza, poco rimarcata dal risultato, che non rispecchia quanto accaduto in campo. Inzaghi ha inserito il croato per avere più palleggio e in quei minuti finali, il Milan che doveva provare con tutte le sue forse a ribaltare la partita, è stato costretto ad arrendersi. Una supremazia netta, schiacciante, a tratti imbarazzante.

 

FINALE FU – Scene belle e in perfetto stile Lazio al momento del gol di Correa, con tutta la panchina che esplode. Marusic quasi abbatte Immobile, Inzaghi, Cataldi e Proto che arrivano subito ad abbracciare gli altri. Un Milinkovic strappalacrime, accompagnato in spalla da Pedro Neto, si fa perdonare le tante leggerezze di quest’anno. Un gigante buono che non riusciva a stare fermo neanche con la gamba destra completamente fuori uso. Dopo la sciocchezza di sabato, questo gesto vale più di una tripletta! Un gruppo unito, coeso, compatto, a cui non piace mai perdere e che quest’anno ha più di qualcosa da farsi perdonare. Nonostante però barcolli spesso, non ha la minima intenzione di mollare! La storia dice 18 finale in 21 anni. Decima nella storia in Coppa Italia, trofeo alzato dalla Lazio per sei volte. Numeri che lasciano poco spazio a interpretazioni, così come la doppia semifinale che non lascia spazio a repliche. Terza vittoria stagionale a San Siro su quattro partite giocate. In questa competizione i biancocelesti hanno giocato soltanto a Milano e all’Olimpico, dove si giocheranno la possibilità di vincere un altro trofeo. La Champions è obiettivamente difficile da raggiungere, ma dopo la sconfitta con il Chievo, dura da digerire, ora il popolo laziale può tornare a sorridere. Da giocare c’è un’altra finale, nella competizione in cui la Lazio è maestra. La vittoria manca dal 26 maggio 2013 e nonostante a quella data resti legato un bellissimo ricordo, va aggiornato l’albo d’oro. Questa sera si conoscerà l’altra finalista. Atalanta e Fiorentina si daranno battaglia per raggiungere la Lazio. Appuntamento al 15 maggio per l’ultimo atto della Coppa Italia. Ora però, c’è un campionato da finire dignitosamente. Mancano 5 partite e i biancocelesti possono ancora sperare nel miracolo. Gli avversari sono alla portata e niente è impossibile, soprattutto per questa squadra. Pazza, unita, bella, piena di voglia di rivalsa. Semplicemente Lazio…