
La Lazio di Gennaro Gattuso richiama quella di Simone Inzaghi nella stagione 2019/20: l’ex allenatore biancoceleste riconosce diverse somiglianze, ma tra il 3-5-2 del passato e il 4-3-3 attuale emergono differenze importanti
La Lazio di Gennaro Gattuso continua a sorprendere e, dopo otto giornate di Serie A, condivide il primato in classifica con l’Inter. Un rendimento che riporta alla memoria la formazione allenata da Simone Inzaghi nella stagione 2019/20, protagonista di una lunga rincorsa allo scudetto prima dell’interruzione del campionato causata dalla pandemia.
A riconoscere alcune somiglianze è stato proprio Inzaghi, che nell’intervista concessa oggi, a Il Messaggero ha sottolineato soprattutto la forza del gruppo e l’atmosfera che si respira nell’ambiente biancoceleste.
Inzaghi riconosce le somiglianze con Gattuso: il gruppo fa la differenza
Il principale punto di contatto tra le due formazioni riguarda la mentalità collettiva. La Lazio di Inzaghi aveva costruito gran parte dei propri successi sulla compattezza dello spogliatoio, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di reagire alle difficoltà.
Caratteristiche che sembrano emergere anche nella squadra di Gattuso, dove partecipazione, intensità e spirito di sacrificio rappresentano elementi fondamentali.
L’ex allenatore biancoceleste ha ricordato proprio l’atmosfera della stagione 2019/20, sottolineando come il gruppo fosse diventato una vera famiglia. Un sentimento che, secondo Inzaghi, sembra essere tornato anche nell’attuale ambiente di Formello.
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Dal 3-5-2 di Inzaghi al 4-3-3 di Gattuso: due filosofie differenti
Le analogie caratteriali non cancellano le differenze tattiche. Simone Inzaghi aveva costruito la propria Lazio attorno al 3-5-2, con tre centrali difensivi, esterni chiamati a garantire ampiezza e un centrocampo fondamentale per accompagnare l’azione offensiva.
La qualità di Luis Alberto, gli inserimenti delle mezzali e la presenza di Ciro Immobile rappresentavano i principali riferimenti della manovra. Proprio l’attaccante italiano fu il grande protagonista della stagione 2019/20, chiusa con 36 gol in Serie A.
La formazione di Gattuso, invece, parte dal 4-3-3 già utilizzato in passato da Maurizio Sarri, reinterpretandolo attraverso un calcio maggiormente dinamico e aggressivo.
Il pressing alto, le marcature intense e le continue rotazioni tra centrocampisti ed esterni sono alcuni degli aspetti caratteristici della nuova organizzazione. Anche la costruzione dal basso può cambiare disposizione, con il mediano pronto ad abbassarsi per offrire una soluzione aggiuntiva ai difensori.
Undici marcatori diversi: il dato che distingue Gattuso da Inzaghi
La differenza più interessante emerge però nella distribuzione delle reti. Se la Lazio del 2020 poteva contare su un finalizzatore straordinario come Immobile, quella attuale sta dimostrando di poter trovare il gol attraverso numerosi interpreti.
Dopo otto giornate sono già undici i giocatori biancocelesti andati a segno: Kenneth Taylor, Gustav Isaksen, Tijjani Noslin, Davide Frattesi, Matteo Cancellieri, Andrea Pinamonti, Oliver Provstgaard, Fisayo Dele-Bashiru, Nuno Tavares, Mattia Zaccagni e Albert Gudmundsson. Nessun’altra formazione di Serie A ha mandato in gol così tanti calciatori nelle prime otto giornate.
Un dato che racconta la capacità della squadra di Gattuso di coinvolgere numerosi uomini nella finalizzazione, senza dipendere esclusivamente dalle prestazioni di un singolo attaccante.
Il centrocampo resta il cuore del gioco: cambia il modo di attaccare
Un ulteriore elemento di continuità riguarda l’importanza del centrocampo, anche se cambiano profondamente i compiti dei suoi interpreti.
Nella Lazio di Inzaghi, la qualità delle mezzali e la visione di gioco di Luis Alberto permettevano di servire rapidamente gli attaccanti, sfruttando soprattutto gli spazi alle spalle delle difese avversarie.
Con Gattuso, invece, il reparto centrale viene coinvolto maggiormente nelle rotazioni e negli inserimenti in area. I centrocampisti non devono soltanto accompagnare la costruzione, ma diventare protagonisti diretti della fase offensiva.
La presenza di giocatori capaci di attaccare gli spazi consente inoltre agli esterni di cambiare posizione, rendendo meno prevedibili gli sviluppi della manovra.
Il sogno del 2020 torna attuale: Gattuso può costruire un nuovo ciclo?
Il paragone con la formazione di Simone Inzaghi rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto da Gennaro Gattuso, ma non significa necessariamente che le due squadre siano identiche.
La Lazio del 2020 aveva un sistema consolidato, automatismi sviluppati nel tempo e un riferimento offensivo capace di garantire numeri eccezionali. Quella attuale sembra invece puntare maggiormente sulla varietà delle soluzioni, sulla pressione collettiva e sulla capacità di distribuire le responsabilità offensive.
La vera somiglianza resta dunque la forza del gruppo, elemento che aveva reso speciale la Lazio di Inzaghi e che oggi rappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili della formazione di Gattuso.
Il percorso è ancora lungo, ma le prime otto giornate hanno già mostrato una squadra capace di costruire risultati attraverso un’identità precisa. La sfida sarà mantenere questi equilibri anche quando aumenteranno le difficoltà e la pressione della classifica.