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Ex Lazio

Tare svela il retroscena: «Alla Lazio ho lavorato da solo, anche perché ho dovuto fare di necessità virtù»

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Tare, l’ex dirigente biancoceleste ha ripercorso il suo percorso nella Capitale: dal metodo di lavoro costruito negli anni alle difficoltà operative

Igli Tare, ex direttore sportivo della Lazio, ha ricordato la sua lunga esperienza in biancoceleste nel corso dell’intervista concessa ai microfoni di Dazn. Tra i temi affrontati anche il modo in cui ha lavorato durante gli anni nella Capitale, con particolare riferimento alla gestione del mercato e all’organizzazione interna del club. L’ex dirigente ha spiegato come il suo metodo sia nato più da una necessità che da una scelta precisa.

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Tare, il metodo di lavoro costruito negli anni

METODO – «Alla Lazio ho lavorato da solo, anche perché ho dovuto fare di necessità virtù. Era una situazione molto particolare, si è sviluppato un metodo di lavoro più per necessità che per mia scelta. Io avrei voluto lavorare con uno staff ben organizzato».

Le parole di Tare raccontano un aspetto significativo della sua esperienza alla Lazio. L’attuale dirigente del Milan ha infatti sottolineato come, nel corso degli anni, abbia dovuto adattarsi a un contesto operativo particolare, costruendo un sistema di lavoro personale e centralizzato. Una modalità che gli ha consentito di incidere sulle scelte di mercato, ma che, secondo quanto dichiarato, non rappresentava necessariamente il modello ideale.

Tare, il mercato e le difficoltà operative

Nel suo racconto, Tare ha fatto emergere anche le complessità legate alla gestione del mercato biancoceleste. Lavorare senza una struttura ampia alle spalle ha significato assumersi responsabilità dirette, valutare profili, seguire trattative e costruire strategie in un contesto spesso condizionato da esigenze economiche e sportive.

La sua esperienza resta comunque legata a una fase importante della storia recente della Lazio, fatta di intuizioni, operazioni mirate e scelte che hanno inciso sulla competitività della squadra.

Tare, il rimpianto dello staff organizzato

Il passaggio più interessante riguarda il desiderio di poter lavorare con uno staff più strutturato. L’ex dirigente ha chiarito che avrebbe preferito un’organizzazione più ampia e definita, capace di sostenere in modo diverso il lavoro quotidiano.

Il suo racconto aggiunge così un elemento di lettura al periodo vissuto nella Capitale: dietro il mercato della Lazio c’era un metodo costruito nel tempo, ma anche la necessità di adattarsi a una struttura non sempre ideale.

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