Rambaudi: «Luis Alberto deve pensare a fare il giocatore. Tudor? Ecco cosa deve fare la Lazio»
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Rambaudi: «Luis Alberto deve pensare a fare il giocatore. Tudor? Ecco cosa deve fare la Lazio»

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Rambaudi: «Luis Alberto deve pensare a fare il giocatore. Tudor? Ecco cosa deve fare la Lazio». Le parole dell’ex calciatore

Intervenuto ai microfoni di tag24.it, Roberto Rambaudi ha parlato del momento complicato che sta vivendo la Lazio. Di seguito le sue parole:

PAROLE – «Servirebbe innanzitutto chiarezza e unità d’intenti. Gli obiettivi devono essere chiari per tutti e non devono esserci 3 corsie, composte da società, allenatore e squadra, ma una sola via da percorrere insieme. Se non c’è sintonia, è meglio parlare chiaro adesso e salutarsi. Gli allenatori sono sempre bravi a parlare bene quando arrivano, poi se le cose vanno male però, si scoprono gli altarini.

Secondo me ci sono gli interpreti per fare un determinato gioco, per quanto servirà qualcuno da acquistare in reparti strategici, ma questa è la mia idea. Credo che lui voglia un calciatore più fisico e dinamico a centrocampo e uno più veloce dietro, che riesca a difendere anche scappando verso il portiere e seguendo l’uomo. Ormai vedo tanti piccoli Gasperini, che cercano di copiare un certo tipo di calcio. L’allenatore della Dea ha cambiato questo sport con il suo modo di vedere e adesso ha parecchi seguaci che cercano di riprodurre i suoi dettami.

Luis Alberto? Penso che a un certo punto si devono stabilire dei ruoli ben precisi. Il giocatore deve fare solo il giocatore e dare il massimo in campo, per il bene della squadra e della maglia. Poi uno può avere più o meno qualità, ma a livello comportamentale dovrebbe fare solo questo e basta. Certi calciatori invece hanno la presunzione di poter entrare anche in dinamiche che non gli competono e che riguardano invece la società e l’allenatore. Sono loro che devono costruire la squadra e fare le scelte. Il giocatore può non essere d’accordo, ma deve accettarlo. Se Luis Alberto pensa di avere ancora nelle gambe e nella testa la volontà di lottare per questa maglia, ben venga. Ha doti importanti, è l’architetto della Lazio. Se questi ingredienti mancano, meglio dividere le strade. 

Tudor? Penso che abbiamo visto ancora troppo poco, anche se a tratti qualcosa di buono si è intravisto. Ci vuole tempo però, questa era solo un’infarinatura. Sarri lo abbiamo giudicato dopo anni, non dopo pochi mesi. Ho il dubbio se lui sia o meno da grande squadra. Un allenatore top deve saper fare determinate scelte, nel modo giusto a 360 gradi. Deve saper gestire il gruppo e le partite. Alcuni cambi invece mi hanno lasciato perplesso, proprio a livello di lettura della partita. A Monza non ho capito il cambio di Zaccagni, a mio avviso sbagliato, con cui ha lanciato un messaggio sbagliato alla squadra. Questa chiaramente è la mia verità e non la verità assoluta.

Guendouzi? Si creano troppo spesso situazioni strane. Nessun giocatore è indispensabile e non ci sono fenomeni. Luis Alberto, per certi aspetti, può esserlo perchè inventa calcio, ma deve essere accontentato da fattori comportamentali e mentali. Guendouzi è un buon giocatore, ma lo dobbiamo ancora vedere. Non si può esagerare in nessun tipo di valutazione. Vedremo che mercato sarà fatto. Se c’è unità d’intenti va bene anche la rivoluzione, ma devono essere d’accordo entrambe le parti».

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