Talksport – Gli ultras più ‘cattivi’ del mondo? Ci sono anche quelli della Lazio!

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Il ‘caso Icardi’ ripropone in Italia il “problema #ultras”. Qualche anno fa Fabio Capello aveva lanciato l’allarme di un calcio sempre più in mano ai gruppi di tifo organizzato, spesso protagonisti di episodi estremi. La questione era stata rilanciata in tutta la sua virulenza la scorsa estate, a livello internazionale, in occasione delle intemperanze e dei danneggiamenti provocati dai famigerati hooligans inglesi durante i Campionati Europei in Francia. Eppure, nella classifica stilata dall’emittente radiofonica britannica “Talksport”, relativa alle tifoserie più ‘cattive’ del mondo, non ci sono supporters inglesi ma, in compenso, fanno bella mostra (si fa per dire) gli ultras di ben due squadre italiane: Lazio e Napoli.

Laziali e napoletani peggiori delle ‘Barra Bravas’ – Nella top ten stilata da Talksport, che prende spunto da una serie di algoritmi e casi specifici, i tifosi laziali sono ad un passo dal podio. Vengono infatti posizionati al quarto posto tra gli ultras più pericolosi del mondo: la presenza di parecchi esponenti appartenenti ad una sedicente estrema destra è ben nota nella Curva Nord dello stadio Olimpico e, purtroppo, è un fenomeno che riguarda parecchi altri gruppi di tifo organizzato. Basti pensare al caso di quei supporters italiani presenti allo stadio di Haifa in occasione del match degli azzurri contro Israele, valido per le qualificazioni mondiali, che hanno sfoderato un poco edificante saluto nazista finito poi nel mirino della FIFA che ha minacciato sanzioni alla Federcalcio italiana. Tornando alla classifica, i laziali precedono di un solo posto gli ultras del Napoli, anch’essi nella lista dei ‘cattivi’. Un paradosso rispetto a quella tifoseria che negli anni ’80 e ’90 veniva considerata tra le più corrette della serie A. Secondo Talksport, dunque, gli ultras di Lazio e Napoli sono più pericolosi delle Barra Bravas argentine, autentico esempio di criminalità organizzata che trae il proprio business dal mondo del calcio ma che in questa graduatoria occupa ‘soltanto’ la nona posizione.

I tifosi della Stella Rossa confermano la loro triste fama – Ancora oggi, i tifosi più pericolosi al mondo sono considerati quelli della Stella Rossa Belgrado. Nulla di nuovo, se pensiamo alla triste quanto meritata fama degli ultras serbi che hanno avuto tra i propri capi storici Zeljko Raznatovic, meglio noto come Arkan, le cui “tigri” passarono dalle violenze sugli spalti del “Marakana” di Belgrado ai massacri di civili durante la guerra in Bosnia, costituendo l’ala più crudele e sanguinaria della milizia nazionalista dell’allora Jugoslavia. Per il secondo posto ci spostiamo in Brasile: i tifosi del Gremio di Porto Alegre sono tra i più temuti del Sudamerica e gli stessi giocatori del “tricolor” hanno sovente denunciato la presenza in Curva di esponenti neonazisti. Il podio è completato dagli ultras del Lech Poznan, i più ‘cattivi’ in Polonia dove il fenomeno della #Violenza negli stadi è andato in preoccupante escalation dopo il crollo del regime comunista. Del quarto e quinto posto, occupato da ultras italiani, abbiamo già detto. Scendendo poi questa poco onorevole classifica troviamo alla sesta piazza i greci dell’Olympiakos Pireo, spesso protagonisti di episodi di intemperanza e di razzismo. Il settimo posto è occupato dai supporters del Penarol, la più celebre e titolata formazione uruguaiana, mentre all’ottavo ci sono i turchi del Besiktas, considerati in patria “i più violenti tra i violenti”. Penultimi nella top ten, come già accennato, le Barra Bravas che caratterizzano ormai da anni una piaga del calcio argentino. Tra i gruppi più potenti ed organizzati figura la “Doce”, zoccolo duro della tifoseria del Boca Juniors che avrebbe goduto anche di appoggi politici. Al decimo posto, infine, i sostenitori di un’altra squadra greca. Si tratta dell’Aris di Salonicco i cui giocatori, in passato, hanno minacciato addirittura lo sciopero per porre fine alle continue violenze sugli spalti del piccolo stadio “Vikelidis”. 

Fonte: it.blastingnews.com