Supercoppa, Juventus-Lazio in tre parole

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La Lazio sfata il tabù Juventus e dopo quattro anni batte i bianconeri e alza al cielo la Supercoppa Italiana

Lazio, spirito laziale, DNA biancoceleste, storia, tutto questo incarna perfettamente la gara di ieri. Davide contro Golia, siamo alle solite, i biancocelesti non battono la Juventus dal 2013, da quel gol di Floccari all’ultimo respiro che permise poi alle aquile di Petkovic di alzare al cielo la coppa più bella di sempre. Come se non bastasse, al solito, il giorno prima scoppia il caso Keita, Felipe non ce la fa, tutto già scritto, tutto già visto, in fondo è la storia della Lazio. Il calcio però non è matematica e in alcune serate come quella di ieri Davide batte Golia, in una veste decisamente meno paurosa del solito, e lo fa come solo i laziali sanno fare. Partita dominata, due gol di vantaggio, la tranquillità che inizia a insinuarsi nei corpi, il pensiero che forse questa è la volta buona, errore e pensiero madornale.

SCONFORTO – In dieci minuti allo stadio Olimpico succede tutto quello che è semplicemente prevedibile: Dybala riapre il match, ok siamo ancora in vantaggio mancano pochi minuti, Massa assegna il rigore allo scadere, dai forse Strakosha la para, l’argentino la spara in curva, sarebbe un sogno, che infatti non si realizza. Il numero 10 bianconero la butta dentro e tutta la fatica di ottanta minuti sparisce, bisogna riniziare da capo. Il pensiero dei supplementari da i brividi, lo stadio diventa una bolgia bianconera, ma non può finire così.

SPIRITO DI GRUPPO – I laziali lo sanno che ci sono alcune partite in cui, anche se sembra un’utopia, non deve finire così. E allora il dio del calcio ci mette lo zampino, premia il  debole che però ha sovrastato il grande, e fa correre Lukaku sulla fascia e fa trovare Murgia al centro dell’area pronto a segnare il gol più bello e importante della sua carriera. In quel gol c’è tutto, tutta la felicità, la rabbia, la giustizia e la bellezza del calcio ma soprattutto c’è tutta la storia della Lazio dal 1900, nata per soffrire, sempre, ma vissuta senza mai abbassare la testa, senza mollare, provandoci fino all’ultimo respiro e regalando ai tifosi gioie come questa.

APOTEOSI – 2-3 Massa fischia, la Lazio vince la Supercoppa, si è tutto vero finalmente la Juventus è stata battuta, la Coppa alzata al cielo, Battisti compagno di mille partite entra ancora di più nel cuore, ieri uno solo: squadra, tifosi e allenatore in una serata magica, laziale, in una notte d’estate.