Sconcerti: «Il problema sarà la prossima stagione. Lega? Non rappresenta nessuno»

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© foto Immobile

Sconcerti, il giornalista ha espresso la sua opinione in merito a quanto sta accadendo nel mondo del calcio

Mario Sconcerti, senza filtri, ha detto la sua in merito ad una possibile ripartenza della stagione ma anche di quello che sarà il calcio nella prossima. Ecco le sue parole ai microfoni di TMW.

«Il problema non sono dieci o dodici giornate che mancano. Che differenza c’è con le 380 partite del prossimo campionato? Che condizioni troveremo in autunno e in inverno? Se non si gioca per concludere il campionato in corso non succederebbe niente. Forse fallirebbero uno o due società e sarebbero affari loro. Andrebbero in Serie B, non sarebbero cancellate. Ma nella prossima stagione non sono previsti miglioramenti. Si dovrà convivere con il virus. E allora, se anche la prossima stagione dovesse essere inficiata, sì che morirebbe l’intero mondo del calcio. Sarebbe la fine dei giornalisti, delle società, di chi produce i palloni da gioco, le scarpe. Noi invece pensiamo a come fare per riprendere e se è più giusto il 4 o il 18 maggio. Il vero problema non è questa ma la prossima stagione. Sappiamo già che la situazione sarà uguale a adesso, perché contro il virus ci siamo solo chiusi in casa. Ma stiamo solo scambiando dei miglioramenti nei dati dei contagi per una guarigione generale. Sento parlare del futuro di Chiesa alla Fiorentina. Resta? Se ne va? A me viene da ridere. Dove va a andrebbe a giocare? Per chi? In quali stadi?».

«Spadafora ha una paura boia di prendere una decisione. Mentre la Lega Calcio non è mai esistita. Non è un’istituzione, sono solo venti presidenti che lottano ciascuno per il proprio interesse. E poi  c’è un signore eletto da loro che fa il basso cabotaggio. Il Ministro andrà cauto, perché ha responsabilità pubbliche, per altro opposte a quella della Lega. Siamo noi che ci affidiamo a questi personaggi e diamo importanza a queste cose perché non sappiamo cosa scrivere. Una decisione della Lega non è mai contata, non rappresenta nessuno. Non è la Confindustria del calcio: loro regolano il paese, in Lega si litiga e basta. Lasciamoli parlare per conto loro, tanto decide il Governo».

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