Reina: «Che feeling con Inzaghi! La finale di Champions del 2007…»

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In un intervista a L’Equipe, Reina ripercorre i punti più significativi della sua carriera, in particolare alla Lazio, Napoli e Liverpool

Il match di stasera tra Lazio e Bayern Monaco avrà tra i protagonisti un veterano della Champions League, il portiere Pepe Reina, ai bavaresi nella stagione 2014-2015. Queste le sue parole raccolte da L’Equipe in una lunga intervista: «La mia prima gara in una competizione europea fu contro il Bruges al Camp Nou e commisi un errore in uscita. Purtroppo non mi capii con Emmanuel Petit. Differenze tra il match di oggi e quello contro il Bruges ai gironi? Due mesi fa avevamo tanto da perdere, si trattava di entrare nella storia del club qualificandoci agli ottavi. Quando si invecchia si sente maggiormente il peso della responsabilità, mentre a 18 anni non sei pienamente cosciente».

CHAMPIONS LEAGUE – «Una competizione speciale, si sente il profumo delle grandi serate. Ad Anfield le notti europee sono uniche, ci giocai la prima volta col Barcellona in semifinale di Coppa Uefa. A fine partita anzichè applaudire la propria squadra, applaudirono me e si creò una fantastica alchimia. Ascoltammo i tifosi cantare ‘You’ll never walk alone’ più forte che mai. Inni? A Napoli il grido finale ‘The Champiooooons’ riesci a sentirlo all’esterno dello stadio e hai già il sorriso prima di giocare».

RICORDI EUROPEI – «Rigiocherei la finale del 2007 per vincerla. Eravamo i più forti ma non vincemmo, così come il Milan non vinse nel 2005 pur essendo migliore. Purtroppo non ho avuto una rivincita, ma sognare non costa nulla. La Champions deve una coppa alla famiglia Reina, e spero che saranno i miei figli a vincerla se non dovessi riuscirci io».

PSG – «Sarei potuto andare a giocare al PSG, ma il Napoli rifiutò un’offerta concreta nel 2017».

ALLENATORI – «Con Inzaghi mi trovo alla grande. Impostare l’azione dal portiere mi piace. Anche con Sarri ho vissuto bei momenti, e al Liverpool eravamo competitivi su tutti i fronti. Ma in termini di divertimento, ho raggiunto il massimo al Napoli e alla Lazio. Se ho mai parlato con Inzaghi della finale persa contro il fratello? Una volta mi fece una battuta, e ne abbiamo parlato con Pippo quando lo abbiamo affrontato in campionato. Gli ho fatto i complimenti, anche se in quel caso il Milan ha avuto parecchio culo…».