Milan – Lazio 1-2: il precedente in Coppa Italia. La partita della rinascita

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L’ultima volta a San Siro, l’ultima volta con in Milan. In tanti, quasi tutti, ricordano il famoso autogol di Maldini nel lontano 1989, e si si parla di campionato quella partita fu l’ultima che vide la Lazio corsara al Meazza rossonero. Però c’è un precedente molto meno remoto, che tutti ricorderanno. Parliamo del 3 dicembre 2008. La competizione era la Coppa Italia, quella Coppa che poi, l’armata di Delio Rossi, portò a casa contro la Samp, in un Olimpico strapieno. Delio l’aveva dichiarato tempo prima “Il mio scudetto con la Lazio, sarà vedere uno Stadio tutto esaurito”. E nell’ultima partita della sua permanenza a Roma, Delio vinse proprio questo “titolo”, oltre ad alzare al cielo la Coppa Italia. Ma per far trionfare la prima squadra della capitale, si è dovuti passare attraverso partita dure, quasi impossibili. Una era proprio la sfida negli ottavi di finale contro il Milan. Quella era una Lazio che non veniva da un buon momento in campionato, aveva raccolto appena un punto nelle ultime 3 partite, tra cui il derby perso. Era sull’orlo di una crisi di nervi. A complicare tutto arrivò Shevchenko che al 13esimo infilò subito i biancocelesti. La Lazio, nel gelo di Milano, sembrava quasi annichilita, i giocatori erano scossi e nervosi. Ma la bravura dell’allenatore e il sangue freddo dei calciatori, dei più esperti, i vari Siviglia, Pandev, Lichtsteiner, Ledesma, fecero sì che la Lazio non abbandonò mentalmente il campo e rimase in partita sino alla fine. Si sa, quando si rimane in partita, il più delle volte, la bravura degli atleti viene ripagata, magari con un episodio. Ed eccolo lì, rigore per la Lazio. Batte Zarate, rete. Tempi supplementari. Dopo una manciata di minuti, Pandev insacca da distanza ravvicinata, e fa risorgere i biancocelesti. La vittoria arrivò ai supplementari, questo la dice lunga sulla difficoltà, almeno quella dettata dai numeri, della partita di questa sera.

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