Manoni: «Gli infortuni di Immobile e Radu non ci volevano. I fatti di Liverpool? Quello non è calcio…» – ESCLUSIVA

Final Eight
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ESCLUSIVA LN24 – E’ intervenuto ai nostri microfoni Francesco Manoni, ex centrocampista della Primavera biancoceleste

Atalanta, Crotone e Inter. Queste sono le prossime avversarie della Lazio, gli ultimi ostacoli che si frappongono tra i biancocelesti e il sogno chiamato Champions League. Per parlare della stagione dei capitolini e molto altro, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Lazionews24.com Francesco Manoni, ex giocatore della Primavera laziale. Ecco le sue parole.

Domenica sera la Lazio battendo il Torino ha agguantato altri 3 punti importanti, portandosi a +4 sull’Inter; però mancano ancora tre partite decisive per l’accesso in Champions…

«Bisogna assolutamente crederci, La Lazio si trova nei piani alti della classifica ed giusto proseguire e sperare. La Champions sarebbe la ciliegina sulla torta per un anno perfetto e ripagherebbe il grande lavoro fatto dalla squadra e soprattutto dallo staff».

Gli infortuni di Immobile e Radu  avvenuti durante la sfida con i granata non ci volevano proprio…

«Sono delle pedine di cui Inzaghi non farebbe mai a meno, però il mister ha fatto un grande lavoro anche a livello di gruppo facendo sentire partecipi e utili alla causa tutti i propri giocatori. A mio parere cambieranno gli interpreti ma non il risultato».

Milinkovic-Savic è arrivato a quota 11 reti in campionato; è senza ombra di dubbio uno dei migliori centrocampisti d’Europa…con la giusta offerta lo lasceresti partire?

«Ovviamente la situazione di un eventuale accesso in Champions League potrebbe favorire la permanenza di molti giocatori. Anche se non andasse proprio così, considerando il progetto stimolante, nessun calciatore andrebbe via secondo la mia idea perché con questo gruppo potrebbero togliersi veramente molte soddisfazioni per diventare grandi più di quanto non lo siano già».

Con quanto accaduto a Liverpool, l’intera tifoseria romanista potrebbe pagare per colpa di pochi; però i supporters biancocelesti hanno sempre subito pene più gravi rispetto a quelle inflitte ai giallorossi…

«L’idea del tifoso che ho io è la seguente: il calcio deve essere condivisione, unione sia dentro che fuori dal campo, quindi quando vedo e sento certe cose molte volte provo anche un po’ di vergogna, ma sono sicuro che molte persone non sono così. Non sento mai media e giornali parlare in modo positivo dei tifosi ed è una cosa che fa male. Giocando a Roma in Primavera biancoceleste sono rimasto legato a molti tifosi che venivano ad assistere alle nostre partite, ma soprattutto erano lì a tifarci con rispetto e passione».

SALUTO ALLA LAZIO – «Saluto tutta la società e specialmente lo staff della prima squadra, lo stesso che mi ha allenato al tempo della Primavera. Faccio inoltre un grande in bocca al lupo per questo finale di stagione», conclude Manoni.

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