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Lukaku: «I soldi non ti fanno sentire bene con te stesso. Sul periodo alla Lazio…»

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Jordan Lukaku si è raccontato in una lunga intervista a Voetbalmagazine: queste le parole del belga sugli anni alla Lazio

Jordan Lukaku si è raccontato in una lunga intervista a Voetbalmagazine: queste le parole del belga sugli anni alla Lazio.

INFORTUNI – «Essere solo non mi ha infastidito. Perché oltre a quelle poche ore al club, sono stato anche da solo per il resto della giornata. Ho trovato particolarmente difficile che ho avuto così tante battute d’arresto e che i miei periodi di riabilitazione sono durati così a lungo. Prima c’è stata l’infiammazione dei miei due tendini rotulei e poi sono stato attaccato da una lesione alla cartilagine del ginocchio destro».

RISVOLTI PSICOLOGICI – «Impegnativo dover reagire a un grave infortunio? Sì, ma in generale devi essere forte mentalmente per diventare un calciatore. Non so se molte persone vorrebbero fare questo lavoro se sapessero cosa passiamo. Se il dolore viene compensato dall’aspetto finanziario? No. Perché ci sono tante persone ricche che sono depresse e si suicidano? I soldi non ti fanno sentire bene con te stesso. Non avevamo niente e la vita poteva essere più complicata, ma almeno i miei rapporti con le altre persone erano autentici. E il denaro comporta anche responsabilità che non ti sei chiesto. Se inizi a guadagnare molti soldi, i conoscenti, che magari hanno fatto qualcosa per te in passato, chiedono un favore in cambio. I membri della famiglia si aspettano che tu li sostenga finanziariamente. Infine, devi avere a che fare con persone che non vogliono tu sia migliore di loro, e vogliono spingerti indietro»

TIFOSI – «I tifosi vedono solo il glamour, ma dobbiamo sacrificar molto per poter vivere questa vita. Guadagniamo molto di più di un dipendente medio che a quando pare chiunque è autorizzato ad attaccarci tramite account anonimi sui social media. Se sono più resistente alle critiche dei tifosi? Non mi interessano. Quello che mi preoccupa di più è che i giovani come me devono dare l’esempio in una società in cui, normalmente, nessuno guarda con ammirazione a qualcuno di 25 anni. E nello stesso tempo, ci considerano persone stupide. Non è strano?».

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