Liverani: «La Lazio è stata la parte più importante della mia carriera! Lì sono diventato uomo. Olimpico vuoto? Fa male»
Hanno Detto

Liverani: «La Lazio è stata la parte più importante della mia carriera! Lì sono diventato uomo. Olimpico vuoto? Fa male»

Fabio Liverani, ex Lazio, si è raccontato a tutto tondo in un’intervista! Tra passato e presente: spazio all’attualità biancoceleste

Il passato e il presente della Lazio si incontrano nelle parole di Fabio Liverani. L’ex si è raccontato ai microfoni di Gazzetta Regionale, ospite della rubrica “30 Minuti di…”, ripercorrendo innanzitutto gli anni vissuti con la maglia biancoceleste. Nel corso dell’intervista, però, Liverani ha allargato il discorso anche all’attualità, soffermandosi sulla particolare situazione che sta vivendo il club. Tra gli argomenti affrontati anche l’Olimpico senza tifosi e la contestazione della piazza nei confronti del presidente Claudio Lotito, in un momento delicato per il rapporto tra società e sostenitori. Le dichiarazioni:

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LAZIO – «La Lazio rappresenta la parte più significativa della mia carriera, il luogo in cui sono cresciuto, sono maturato e sono diventato uomo. Dopo cinque anni a Roma non è stato facile separarmi da quella realtà: ero il capitano, avevo un ruolo importante e conoscevo molto bene l’ambiente. Però quel percorso era arrivato alla sua conclusione. Avevo avuto anche l’opportunità di restare, ma nel frattempo erano cambiate alcune situazioni. La Lazio stava attraversando il passaggio da Cragnotti a Lotito, c’era una fase di assestamento e non siamo riusciti a trovare le condizioni giuste per continuare insieme».

OLIMPICO – «In questa stagione non sono ancora tornato all’Olimpico e per me è difficile vedere quello stadio così. L’ho vissuto praticamente sempre con 35-40 mila spettatori o anche di più, quindi trovarlo oggi vuoto mi provoca grande dispiacere. Il calcio senza tifosi perde la sua essenza. Soprattutto quando giochi in casa, il pubblico può fare una differenza enorme: vedere qualcuno che ti sostiene dagli spalti ti trasmette una spinta ulteriore proprio nei momenti più complicati. Senza tifosi, invece, cambia completamente anche la percezione della partita».

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