Lazio, l’attacco che verrà

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Ad inizio stagione si parlava di una Lazio “Klose-dipendente”, con poche soluzioni in attacco e con sostituti non proprio all’altezza del tedesco. Per questo motivo, alla notizia dell’infortunio al ginocchio del Panzer, un brivido ha percorso la schiena dei tifosi biancocelesti, “E ora? Come faremo ad arrivare terzi senza Miro?”. Gli stessi non avevano però fatto i conti con l’esplosione di Floccari, che insieme all’acquisto di Saha consegnano un parco attaccanti di prim’ordine alla Lazio del presente. Per quanto riguarda invece quella che verrà? Anche qui le prospettive sono rosee con attaccanti di grande qualità e sostanza.

KOZAK:

E’ sicuramente il più esperto, avendo già collezionato in prima squdra 66 presenze tra Serie A ed Europa League condite da 19 reti, nonostante sia un ragazzo di soli 23 anni. Ha nel gioco aereo la sua caratteristica migliore e riesce a farsi trovare pronto nell’area avversaria creando molte occasioni per lui e per i suoi compagni.  Forse dovrebbe trovare più continuità, ma quella può dargliela solo il campo.

ROZZI:

Classe 1994, imprescindibile per la primavera di Bollini, fa il suo esordio in prima squadra il 01/02/2012 in occasione di Lazio-Milan, da lì collezionerà altre 6 presenze tra campionato ed Europa. E’ un mancino naturale, ma in grado di calciare anche di destro, molto mobile in area di rigore ed abile soprattutto negli ultimi sedici metri. Sa anche giocare la palla con i compagni, non disdegna il dribbling, mai però fine a se stesso e sa sfruttare al massimo le palle sporche in area di rigore.

KEITA:

Di origini senegalesi ma con passaporto spagnolo, proveniente dalla cantera del Barcellona, classe 1995 ha esordito con la primavera biancoceleste nel Torneo Toscana Football Club, nell’incontro Lazio-Sambenedettese, realizzando un gol. Attaccante forte fisicamente, veloce e dinamico, ha tutte le caratteristiche adatte per sfondare nel campionato italiano. Ama muoversi molto, smarcandosi rientrando e facendosi dare la palla, non ha problemi nel giocare da prima o da seconda punta, così come nel calciare: destro o sinistro per lui non fa differenza. Di testa, dalla distanza, di rapina o dopo essersi dribblato qualche avversario la mette sempre in rete. Non si tira mai indietro quando c’è da puntare l’avversario o in alcuni casi quando c’è da prendere palla nella propria metà campo e creare una ripartenza. Spazia volentieri sulla zona larga del campo creando superiorità numerica nel contropiede o in altre azioni d’attacco.

PEREA:

Colombiano, classe 1993, del Deportivo Cali, a Luglio diventerà a tutti gli effetti un nuovo giocatore biancoceleste. E’ un attaccante atletico e potente, molto coordinato nonostante i 190 cm, grazie anche ad un baricentro basso che gli permette di colpire col destro in maniera composta e di prodursi in progressioni vincenti palla al piede. Ama partire largo per scatenare tutta la sua forza in progressione. Ha inoltre grandi margini di miglioramento.

 

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