RELIVE 2013 – Varsavia, 22 tifosi rinchiusi a Bialoleka: pene da due a sei mesi. La madre di uno dei ragazzi: “Hanno dovuto rinunciare alla tutela legale”

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AGGIORNAMENTO ORE 17,36 – Venti dei ventidue tifosi ancora in carcere in Polonia potrebbero essere rilasciati entro giovedì; ancora ignota però la cifra da pagare per il loro rilascio.

AGGIORNAMENTO ORE 15 – Anche Giovanni Malagò ha parlato della vicenda dei tifosi laziali: “A Varsavia è accaduta una cosa sgradevole, aspettiamo il rapporto completo. Mi sembra che qui addirittura ci sia il Ministero degli Esteri coinvolto e, a prescindere dal comportamento di qualche singolo, le forze dell’ordine non hanno agito in maniera integerrima”.

AGGIORNAMENTO ORE 07.45 – Come riportato sull’edizione odierna de Il Corriere della Sera, nella giornata di oggi i 22 laziali detenuti in carcere a Varsavia sono sotto udienza per l’identificazione nei video. Si sta valutando un loro eventuale rilascio su cauzione. Tutti e 22 rischiano pene dai 2 ai 6 mesi di reclusione per accuse del calibro di danneggiamento di oggetti, mezzi e per la presunta aggressione alla polizia, oltre che per l’uso del passamontagna.

AGGIORNAMENTO ORE 22.16 – Arriva un’altra testimonianza agghiacciante, questa volta però non è un tifoso a parlare, ma una madre preoccupata per suo figlio che è stato condannato a tre mesi di reclusione dalla giustizia polacca: “Mio figlio e gli altri ragazzi, tutti giovanissimi, sono stati sottoposti a forti pressioni psicologiche”, “chiusi nelle celle quasi senza bere e mangiare” e poi ‘coartati’ a firmare “un’assunzione di responsabilità dei disordini e la rinuncia alla tutela legale”. A denunciare la vicenda all’Adnkronos è Annalisa Compagno, madre di Federico D’Alessandro, 22 anni, uno dei tifosi biancocelesti fermati prima della partita di Europa League Legia Varsavia-Lazio, ieri condannato a tre mesi di carcere e attualmente detenuto in Polonia. “Ora mio figlio e’ in carcere insieme ad altre 21 persone condannate in un processo in cui non c’è stata nessuna responsabilità individuale accertata, non c’è stato nessun avvocato, non c’era nessuno dell’ambasciata in Tribunale”, sottolinea la madre del giovane. “Da giovedì pomeriggio a sabato mattina sono stati lasciati in cella senza quasi dargli da mangiare e da bere – sottolinea Annalisa Compagno – Poi gli hanno sottoposto un foglio in polacco dicendogli che se avessero firmato avrebbero avuto un giudizio veloce e sarebbero usciti subito. C’era una donna che faceva da interprete ma non si capiva nulla perché parlava a stento poche parole di italiano. Ventidue persone sono state condannate a due o a tre mesi di carcere, come mio figlio, e sono stati portati in prigione. Mio marito è un medico, è preoccupatissimo per questi ragazzi, non solo per mio figlio ma per tutti. Ha detto che erano in una situazione psicologica gravissima, sono stati maltrattati psicologicamente, sono molto provati”.

AGGIORNAMENTO ORE 21.50 – Sono al momento 22 i tifosi biancocelesti in attesa di giudizio nel carcere di Bialoleka. Alcuni di loro ha ricevuto oggi le visite visita dei familiari e dell’ambasciatore italiano Riccardo Guariglia. Come riporta il sito di SkyTv però, non è ancora chiaro se le autorità polacche accetteranno il provvedimento di libertà provvisoria.

AGGIORNAMENTO ORE 13.50 – Secondo quanto raccolto da Lalaziosiamonoi, l’incarico di tutela legale dei tifosi ancora in stato di fermo a Varsavia sarà preso in consegna dall’avvocato Roberto Privitera, iscritto nella lista dei legali presso l’Ambasciata italiana in Polonia e con uno studio nella capitale polacca. La presenza di un avvocato italiano in loco sarà fondamentale per facilitare la difesa dei sostenitori laziali a partire dal fattore linguistico.

AGGIORNAMENTO 01/12 ORE 01.11 – Sono complessivamente 22 persone alle quali è stato confermato lo stato di fermo in Polonia in attesa del giudizio dopo gli incidenti avvenuti tre giorni fa. Lo ha reso noto all’Ansa il portavoce dell’ambasciata d’Italia a Varsavia. Gli altri 115 ultras italiani fermati a causa degli incidenti nella capitale polacca sono già liberi, con delle ammende e altre pene inflitte. Una di queste persone ha la pena di sei mesi di prigione, con la condizionale, altre tre sono state condannate a tre mesi di reclusione e le altre 18 a due mesi sempre con la condizionale. Quindi non vengono confermate le indiscrezioni dei media polacchi che addirittura parlavano di due anni di reclusione per alcuni tifosi biancocelesti.

AGGIORNAMENTO ORE 23.46 – Secondo la stampa polacca sarebbero 14 i tifosi della Lazio che hanno già ricevuto una condanna, mentre altri 9 sono in attesa di giudizio.

AGGIORNAMENTO ORE 22.51 – Secondo quanto riportato da Rmf24, fino a questo momento sarebbero 12 i tifosi della Lazio condannati, mentre altri 17 sono in attesa di giudizio. Sempre secondo l’emittente polacca la pena più alta inflitta ad alcuni tifosi è quella di due anni di prigione con la condizionale per cinque anni e una multa di 500 euro. Mentre quelli che sono stati rilasciati hanno pagato ammende di 200 euro e ad alcuni gli è stato inflitto il divieto di’ingresso negli stadi per 2 o 3 anni.

AGGIORNAMENTO 19:50 – Possibili conseguenze anche per la Lazio in seguito agli incidenti verificatisi a Varsavia: stando a quanto riportato da “Il Messaggero”, la società biancoceleste rischia una pesante multa dalla Uefa, forse anche solo il divieto di vendita di biglietti per la prossima trasferta d”Europa League.

AGGIORNAMENTO ORE 21.30 – In questi minuti sotto l’Ambasciata polacca a Roma sta andando in scena una fiaccolata organizzata dai tifosi della Lazio. “Liberateli!”, questo lo striscione esposto dai supporter biancocelesti.

AGGIORNAMENTO 19:45 – Ulteriori novità dalla Polonia circa i tifosi della Lazio coinvolti negli incidenti prima della partita di Europa League contro il Legia Varsavia. Come reso noto dall’ASCA, sono stati condannati almeno 10 tifosi biancocelesti per pene che vanno dai 2 ai 6 mesi di carcere. Il numero dei condannati, però, potrebbe aumentare. Le accuse variano dall’aggressione a pubblico ufficiale, all’uso di passamontagna, in Polonia considerato un reato. Alla base delle condanne la testimonianza di un agente di polizia. Intanto un tifoso, che ha chiesto di restare anonimo, ha lanciato un’accusa all’ambasciata italiana: “Non ci stanno dando alcun supporto e fino ad oggi non abbiamo incontrato alcun rappresentante diplomatico, siamo completamente soli”. Per i tifosi condannati dovrebbe esserci ancora tempo a disposizione per presentare ricorso.

Ancora in stato di fermo 23 tifosi della Lazio dopo gli incidenti di due giorni fa prima della sfida di Europa League tra la squadra biancoceleste e la Legia Varsavia. Nella giornata di oggi, però, come evidenziato dall’ANSA, sono stati processati e rilasciati, dopo aver pagato un’ammenda, 96 tifosi. I fermati in queste ore aspettano di essere processati per direttissima ed i processi potrebbero concludersi entro stasera.

Nel frattempo l’assessore alla Qualità della Vita e Sport di Roma, Luca Pancalli, ha pubblicato una nota in merito alla vicenda: “Senza voler entrare nel merito di una vicenda che presenta, allo stato attuale, ancora dei punti poco chiari, auspichiamo che il caso che vede coinvolto il gruppo di tifosi della S.S Lazio in trasferta a Varsavia, al momento in stato di fermo, si risolva nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile”.

Il mio assessorato – prosegue Pancalli – è costantemente in contatto con l’unità di crisi allestita dalla Farnesina e con il Prefetto. Il Campidoglio continuerà a monitorare nelle prossime ore la situazione, a conferma della piena disponibilità di questa Istituzione a compiere tutte le azioni necessarie, nell’ambito delle nostre competenze e senza voler prevaricare le autorità nazionali e internazionali competenti, a garantire una rapida soluzione della vicenda”.

PUBBLICATO: 30 NOVEMBRE 2013